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lunedì, giugno 14, 2010

venerdì, giugno 11, 2010


WORLD CUP

2010



INIZIANO I CAMPIONATI DEL MONDO DI CALCIO IN SUD AFRICA.

"FORZA AZZURRI"

giovedì, giugno 10, 2010

GIOACCHINO BELLI - A li caggnaroli sull' ore calle (1831)

Bastardelli futtuti, adess'adesso
Si nun ve la sbiggnate tutti quanti,
Viengo giù, ccristo, e vve n'ammollo ttanti,
Tutti de peso e cco la ggionta appresso.

Che sso! mmai fussim'ommini de ggesso,
Da piantà llì cco la fronnetta avanti!
Guarda che sconciature de garganti!
Fùssiv'arti accusì, ttanto è l'istesso.

È ggià da la viggilia de Sanpietro
Che vve tiengo seggnati uno per uno
Pe ggonfiavve de chicchere er dedietro.

Pregat'Iddio, fijjacci de nisuno,
Pregat'Iddio d'arisfassciamme un vetro,
E vvedete la fin de sto riduno.
ETTORE PETROLINI - FORTUNELLO (Racconto idiota)

Sono un tipo: estetico,
asmatico, sintetico,
linfatico, cosmetico.
Amo la Bibbia, la Libia, la fibia
delle scarpine
delle donnine
carine cretine.
Sono disinvolto.
Raccolto.
Assolto "per inesistenza di reato".

Ho una spiccata passione per: il Polo Nord. La cera vergine. Il Nabuccodonosor.
Il burro lodigiano. La fanciulla del West. Il moschicida. La cavalleria pesante.
I lacci delle scarpe. L'areonatica col culinaria. Il giuoco del lotto. L'acetolene e l'osso buco.

Sono: Omerico
Isterico
Generico
Chimerico
Clisterico.

Ma tutto quel che sono,
non ve lo posso dire,
a dirlo non son buono,
mi proverò a cantar.

Sono un uom grazioso e bello - sono Fortunello.
Sono un uomo ardito e sano - sono un aereoplano.
Sono un uomo assai terribile - sono un dirigibile.
Sono un uom che vado in culmine - sono un parafulmine.
Sono un uom dal fiero aspetto - sono Maometto.
Sono un uomo senza nei - sono il 606.
Sono un uomo eccezionale - sono un figlio naturale.
Sono un uom della riserva - sono il figlio della serva.
Sono un uomo senza boria - so' il caffè con la cicoria.
Sono un uomo ginegetico - sono un colpo apopletico.
Sono un uomo assai palese - sono un esquimese.
Sono un uomo che poco vale - sono naturale.
Sono un uomo senza coda - sono una pagoda.
Sono un uom condiscendente - sono un accidente.
Sono un uomo della lega - di chi se ne stropiccia.
Sono un uom che pesa un gramma - sono un radiotelegramma.
Sono un uomo di Stambul - sono un parasul.
Sono un uom dei più cretini - sono Petrolini.
Sono un uom che fo' di tutto - sono un farabutto.

Ma tutto quel che sono,
non ve lo posso dire,
a dirlo non son buono,
mi proverò a cantar.

Ma poichè non sono niente - sono un respingente.
Se avessi assai pretese - sarei un inglese
Se fossi un Ministro - sarei un cattivo acquisto.
Se avessi il naso camuso - sarei come Caruso.
Se vivessi ognor sperando - morirei cantando.
Se fossi una signora - lo vorrei ancora.
Se avessi riga in letto - sarei Rigoletto.
Se avessi i guanti grigi - sarei di Parigi.
Se andassi retrocarico - sarei austroungarico.
Se avessi una palandra - sarei come Salandra.
Se fossi meno buffo - sarei Titta Ruffo.
Se avessi uno stuzzicadenti - mi pulirei i denti.
Se fossi il Padreterno - guadagnerei un terno.
Se in testa avessi un elmo - mi chiamerei Guglielmo.
Se fossi una sciantosa - farei veder la cosa.
Se avessi un po' di pane - mi mangerei il salame.
E se ne avete a basta - io ve lo metto all'asta.
E quando sarà duro - sarà come un tamburo.
E quando sarà secco - me ne andrò a Lecco.
E quando sarò prete - avrò entrate segrete.
E come le pacchiane - avrò le sottane.
E come tutte le spose - avrò le mie cose.
Se mio nonno avesse la cosa - sarebbe mia nonna.
Se mia nonna avesse il coso - sarebbe mio nonno.

Ma tutto quel che sono
non ve lo posso dire
a dirlo non son buono
mi proverò a cantar.

Se ogni giorno mi purgo - sono Pietroburgo.
Se mi purgo di rado - sono Pietrogrado.
Se fossi una cocotte - passeggerei la notte.
Per non aver impiccio - gli brucio il pagliericcio.
Non faccio mai una stecca - sono una bistecca.
Io sono molto astuto - sono uno sternuto.
Se prendo tutti in giro - sono un capogiro.
Se mi fa bene il moto - sono un terremoto.
Se vado alla fogna - sono una carogna.
E se non mi capite - sono una polmonite.
Se fossi più simpatico - sarei meno antipatico.
E se non ve l'ho detto - io sono il sopradetto.
E se non ve l'ho scritto - io sono il sottoscritto.
Ne fo' d'ogni colore - sono un commendatore.
Io sono molto stitico - sono un uomo politico.
Mi piace il socialismo - sono un enteroclismo.
Sono un uomo melanconico - sono un amaro tonico.
Se fossi una ciociara - la venderei più cara.
E gira e fai la rota - di' come sono idiota.

Ma tutto quel che sono
non ve lo posso dire
a dirlo non son buono
mi proverò a cantar.
TRILUSSA - LA SINCERITA' NE LI COMMIZZI

Er deputato, a dilla fra de noi,
ar comizzio ciagnede contro voja,
tanto ch'a me me disse: - Oh Dio che noja!-,
Me lo disse: è verissimo, ma poi

sai come principiò? Dice: -È con gioja
che vengo, o cittadini in mezzo a voi,
per onorà li martiri e l'eroi,
vittime der pontefice e der boja!-

E, lì, rimise fòra l'ideali,
li schiavi, li tiranni, le catene,
li re, li preti, l'anticlericali...

Eppoi parlò de li principî sui:
e allora pianse: pianse così bene
che quasi ce rideva puro lui!

« Io che conosco bene l'idee tue
so' certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me...Semo compagni
No, no - rispose er Gatto senza core -
...io non divido gnente co' nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so' conservatore ».
Er compagno scompagno- (Trilussa)

Cosa
nasconde il cielo nella sua immensità? La vita persa in quella terrena?
Avvengono incontri ?
Mistero e tale rimarrà.(Anonimo cinese)

La mente
frulla, frulla come un frullatore lasciato in funzione. (Anonimo cinese)

lunedì, giugno 07, 2010

MARIA GRAZIA RINALDI - ER MESTIERE RIPOSANTE

Io so' pigro senza resa
nu' me va de lavorà
ma a 'sto monno la difesa
è la mejo qualità

E perciò me so' inventato
un mestiere de riposo
che fra tutte l'antre cose
cià 'no scopo dignitoso

Si te senti afflitto e triste
e nun vôi dormì da solo
butta er "Tavor", nun insiste,
si me paghi arrivo ar volo

Omo o donna, piccolo o grosso,
nun me faccio arcun probblema,
quanno chiami mollo l'osso
puro si me trovo a cena!

E vedrai che co' quarcuno
che te dorme affianco a letto
ogni dubbio, anzia o paura
t'aritorna ner cassetto

Io lo faccio pe' campà
e pe' nu' morì de fame
e facenno 'sto lavoro
scopro tante cose strane

C'è chi a letto torna pupo
e vorrebbe la su' mamma
chi s'insogna sempre 'n lupo
che l'acchiappa e poi l'azzanna
C'è chi mentre dorme parla
ma nun ce capisci 'n acca
chi se arza in piedi e strilla
e poi corre a fà la cacca

Poi c'è quello che de giorno
vôle fà co' l'antri er duro
ma de notte piagne spesso
mentre prenne a pugni er muro.


ALDO FABRIZI - CHI SARA' STATO

Ho letto cento libri de cucina.
de storia, d'arte, e nun ce nè uno solo
che citi co' la Pasta er Pastarolo
che unì pe' primo l'acqua e la farina.

Credevo fosse una creazione latina,
invece poi, m'ha detto l'orzarolo,
che l'ha portata a Roma Marco Polo
un giorno che tornava dalla Cina.

Pe' me st'affare de la Cina è strano,
chissà se fu inventata da un cinese
o la venneva là un napoletano.

Sapessimo chi è, sia pure tardi,
bisognerebbe faje... a 'gni paese
più monumenti a lui che a Garibardi.
TRILUSSA - A CHI TANTO E A CHI GNENTE

Da quanno che dà segni de pazzia,
povero Meo! fa pena! È diventato
pallido, secco secco, allampanato,
robba che se lo vedi scappi via!

Er dottore m'ha detto: - È 'na mania
che nun se pô guarì: lui s'è affissato
d'esse un poeta, d'esse un letterato,
ch'è la cosa più peggio che ce sia! -

Dice ch'er gran talento è stato quello
che j'ha scombussolato un po' la mente
pe' via de lo sviluppo der cervello...

Povero Meo! Se invece d'esse matto
fosse rimasto scemo solamente,
chi sa che nome se sarebbe fatto!
GIOACCHINO BELLI - A LA TORFETANA

Te penzeresti mo, guercia pandorfa,
Befana nera, crapa mocciolosa,
faccia de biribisse stommicosa,
fijaccia de Coviello e de Margorfa,
d'esse vienuta a Roma da la Torfa
pe' fa l'impimpinata e la preziosa?
CESARE PASCARELLA - 'NA PREDICA DE MAMMA

L'amichi? Te spalancheno le braccia
fin che nun hai bisogno e fin che ci hai;
ma si, Dio scampi, te ritrovi in guai,
te sbatteno, fio mio, la porta in faccia.

Tu sei giovene ancora, e ‘sta vitaccia
nu’ la conoschi; ma quanno sarai
più granne, allora te n’accorgerai
si a ‘sto monno c’è fonno o c’è mollaccia.

No, fio mio bello, no, nun so’ scemenze
quer che te dice mamma, ‘sti pensieri
tiètteli scritti qui, che so’ sentenze;

che ar monno, a ‘sta Fajola d’assassini,
lo vòi sapè chi so’ l’amichi veri?
Lo vòi sapè chi so’? So’ li quatrini.
PASQUINO - SISTO V - (Felice Peretti, 1585-1590)

Tomba in Santa Maria Maggiore
Fu l'ultimo papa di questo nome; forse per la ragione che pensava di Belli?.
PERCHE' nun ce po esse tanto presto un antro papa che se piji gusto de méttese per nome Soisto Sesto.
PER L' ELEZIONE: - Dov'era il Santo Spirito, il dì che i cardinali elessero il pontefice? Perdio, che fosse in estasi in quell'ore fatali che scelsero il carnefice? FU Nerone crudel maligno e tristo ma molto più di lui che fu papa Sisto. SISTO V E LE TASSE- MARFORIO: Cosa metti a d asciugare a quest'ora, Pasquino. PASQUINO: Non vedi? la mia camicia. MARFORIO: Aspetta domattina. PASQUINO: No, perchè mi toccherebbe forse pagare il raggio di sole. EPITAFFIO: (Sisto V è sepolto fra Pio IV e Pio V) - Impius inter duos Pios.

Cosa
nasconde il cielo nella sua immensità? La vita persa in quella terrena?
Avvengono incontri ?
Mistero e tale rimarrà.(Anonimo cinese)

La mente
frulla, frulla come un frullatore lasciato in funzione. (Anonimo cinese)

sabato, giugno 05, 2010


DENIS GABOR

110° Anniversario della nascita


Ingegnere, fisico inventore ungherese.

Nel 1971 ricevette il premio Nobel per l'invenzione dell' olografia. Sviluppo il campo dell'ottica elettronica, proponendo e sviluppando la tecnica dell'olografia.


mercoledì, giugno 02, 2010

martedì, giugno 01, 2010

Gli amici vanno apprezzati per quello che sono e
non per quello che pensano di essere. (Anonimo cinese)

Le caratteristiche di ognuno si differenziano per creare le contrapposizioni nelle idee.
(Anonimo cinese)