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giovedì, gennaio 30, 2014

Trilussa


Er presepio

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé 'sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v'odiate,
si de st'amore non capite gnente...

Pé st'amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare 'na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l'amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

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Misteri e segreti di Roma

 

Via Cassia
La Storta e la visione
A sedici chilometri dal centro si trova un piccolo borgo chiamato la Storta: ricorda una svolta della via Cassia alla quale sostavano le carrozze postali prima di giungere in città.
La cappella che  vi sorge fu  costruita in seguito alla visone miracolosa avuta nel 1537 da Ignazio di Loyola e da due suoi accompagnatori, mentre stavano recandosi in città; ai tre apparve infatti Gesù con la croce a confermare l'importanza della loro missione.

mercoledì, dicembre 04, 2013

Misteri e segreti di Roma


 


Via Carlo Alberto
Pietra scellerata
Con questo nome è chiamata una pietra ora conservata nella chiesa dei Santi Vito e Modesto: è scellerata perchè servì, dice la leggenda, alla tortura e morte di molti cristiani.
Nel medioevo si credeva che la sua raschiatura servisse come cura contro il morso dei cani, più o meno rabbiosi; per questo la pietra appare profondamente raschiata su tutta la superficie.

lunedì, novembre 25, 2013

Misteri e segreti di Roma

 

Vico Jugario
La Rupe Tarpea
Girando intorno al Campidoglio si percorre Vico Jugario, ingombro di massi squadrati e reperti vari: sopra, incombono le rocce identificate con la Rupe Tarpea, della quale nei primi temti della Repubblica venivano gettti i traditori della patria.
Triste fine di un'ingorda
Secondo una leggenda notissima la Rupe Tarpea deve il nome alla figlia di Spurio Tarpeo, custode della rocca capitolina, la quale offerse ai sabini assedianti Roma di aprire loro la rocca in cambio di ciò che portavano al braccio sinistro. Intendeva gli anelli e i bracciali d'oro; ma i sabini, una volta entrati, le scaricarono addosso gli scudi che portavano pure al braccio sinistro, uccidendo la traditrice.
Una leggenda meno nota afferma che Tarpea, coperta di qull'oro che tanto veva desiderato, è ancora nella rupe, prigioniera per l'eternità.

venerdì, novembre 08, 2013

Misteri e segreti Roma

 
Piazza Campitelli 


Avventure di una fontana
La fontana di Giacomo Della Porta, posta sul lato della piazza verso via Montanara, stette al centro della piazza dal 1589 fin quando divenne papa Innocenzo XI: egli nel 1679 la fece collocare in disparte per evitare che attorno ad essa si fermassero, com'era solito avvenire, le dame romane che si recavano a messa nella chiesa di Santa Maria in Campitell: le belle signore pare si comportassero con troppa disolvoltura animando sconvenientemente le giornate di festa.