TE DO 'NA BOTTA DE TAJO SUR PETTO E TE RIDUCO COME 'NA CASSETTA DAA POSTA:
Intendo aggre
* TE STO A ‘MBRUTTI’: la tua antipatia mi irrita notevolmente
*i karate di taglio, al centro del tuo
petto, in modo tale da aprirti una fessura simile a quella di una
cassetta A POSTA:
Intendo aggredirti con un colpo di karate di taglio, al centro del tuo
petto, in modo tale da aprirti una fessura simile a quella di una
cassetta postale e
MO TE PARTO DE CAPOCCIA/DE TESCHIO: mi hai fatto proprio irritare
V*TE SPORVERO/TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo a ceffoni sul visoMO TE PARTO DE CAPOCCIA/DE TESCHIO: mi hai fatto proprio irritare
TE SPTE SPORVERO/TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo a ceffoni sul visoORVERO/TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo a ceffoni sul viso
T’AMO TE PARTO DE CAPOCCIA/DE TESCHIO: mi hai fatto proprio irritarePPOGGIO/TE PARCHEGGIO ‘NA MANO IN FACCIA: vedi sopra
TE MISCHIO COME UN MAZZO DE CARTE/TE RIBARTO COME ‘NA COTOLETTA: rivedi sopra
TE RIVORTO COME ‘N CARZINO/’NA CARZA/TE APRO COME ‘NA COZZA: rivedi sopra
TE APRO COME ‘NA SDRAIO/TE CHIUDO COME ‘NA GRAZIELLA: rivedi sopra
ME T’APRO COME ‘N DIVANO LETTO/’NA COZZA/’NA TELLINA: rivedi sopra
TE APRO COME ‘N FIASCO DE VINO/’NA DAMIGIANA: rivedi sopra
TE GONFIO COME ‘NA ZAMPOGNA/TE SUCCHIO COME ‘N GAMBERETTO: rivedi sopraERO/TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo a ceffoni sul viso
T’APPOGGIO/TE PARCHEGGIO ‘NA MANO IN FACCIA: vedi sopra
TE MISCHIO COME UN MAZZO DE CARTE/TE RIBARTO COME ‘NA COTOLETTA: rivedi sopra
TE RIVORTO COME ‘N CARZINO/’NA CARZA/TE APRO COME ‘NA COZZA: rivedi sopra
TE APRO COME ‘NA SDRAIO/TE CHIUDO COME ‘NA GRAZIELLA: rivedi sopra
ME T’APRO COME ‘N DIVANO LETTO/’NA COZZA/’NA TELLINA: rivedi sopra
TE APRO COME ‘N FIASCO DE VINO/’NA DAMIGIANA: rivedi sopra
TE GONFIO COME ‘NA ZAMPOGNA/TE SUCCHIO COME ‘N GAMBERETTO: rivedi sopraMO TE PARTO DE CAPOCCIA/DE TESCHIO: mi hai fatto proprio irritare
TE SPORVERO/TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo a ceffoni sul viso
T’APPOGGIO/TE PARCHEGGIO ‘NA MANO IN FACCIA: vedi sopra
TE MISCHIO COME UN MAZZO DE CARTE/TE RIBARTO COME ‘NA COTOLETTA: rivedi sopra
TE RIVORTO COME ‘N CARZINO/’NA CARZA/TE APRO COME ‘NA COZZA: rivedi sopra
TE APRO COME ‘NA SDRAIO/TE CHIUDO COME ‘NA GRAZIELLA: rivedi sopra
ME T’APRO COME ‘N DIVANO LETTO/’NA COZZA/’NA TELLINA: rivedi sopra
TE APRO COME ‘N FIASCO DE VINO/’NA DAMIGIANA: rivedi sopra
TE GONFIO COME ‘NA ZAMPOGNA/TE SUCCHIO COME ‘N GAMBERETTO: rivedi sopraaggredirti con un colpo di karate di taglio, al centro del tuo
petto, in modo tale da aprirti una fessura simile a quella di una
cassetta postale
Traduttore
martedì, ottobre 28, 2014
Stornello der Sor Capanna
M’hanno ordinato tante medicine,
P’er male che ciò drento ne la panza.
Però fra scatolette e boccettine
C’è più de robba scritta che sostanza.
C’è un opuscolo stampato
Che m’ha propio entusiasmato:
Adesso ho fame:
De certo m’ha guarito la réclame.
Adesso ho fame:
De certo m’ha guarito la réclame.
M’hanno ordinato tante medicine,
Per il male che ho dentro la pancia.
Però fra scatolette e boccettine
C’è più testo scritto che sostanza.
C’è un opuscolo stampato
Che m’ha proprio entusiasmato:
Adesso ho fame:
Di certo mi ha guarito la réclame.
Adesso ho fame:
Di certo mi ha guarito la réclame.
P’er male che ciò drento ne la panza.
Però fra scatolette e boccettine
C’è più de robba scritta che sostanza.
C’è un opuscolo stampato
Che m’ha propio entusiasmato:
Adesso ho fame:
De certo m’ha guarito la réclame.
Adesso ho fame:
De certo m’ha guarito la réclame.
M’hanno ordinato tante medicine,
Per il male che ho dentro la pancia.
Però fra scatolette e boccettine
C’è più testo scritto che sostanza.
C’è un opuscolo stampato
Che m’ha proprio entusiasmato:
Adesso ho fame:
Di certo mi ha guarito la réclame.
Adesso ho fame:
Di certo mi ha guarito la réclame.
lunedì, ottobre 27, 2014
Misteri e segreti di Roma (Vicolo del Campanile) seconda parte
Vicolo del Campanile
Mastro Titta
"Il Bugatti", scrive più avanti l'Ademollo "era bassotto, grasso, sbarbato, sempre pulito e netto della persona: portava cravatta bianca e scarpe scollate. Frequentava moltissimo le chiese" "dal suo modo di agire sul palco traluceva non solamente la calma, ma anche l'indifferenza e quasi il piacere dell'azione.
Ogni tanto anche in quei momenti tirava fuori la scatola e prendeva tabacco e vi è chi afferma gli accadesse talvolta di offrirne una prese ai condannati, per i quali il Bugatti rappresentava almeno la consolazione del boia pratico. (...) Prima di passare il Ponte, passaggio permessogli solo per ragioni di professione, il boia essendo condannato al domicilio coatto in Trastevere, Mastro Titta da buon carnefice cattolico-romano si confessava e si comunicava".
La sua carriera finì nel 1864, in parte a causa di un incidente: la testa di un suppliziato, Antonio Ayieti, cadde dal palo sul quale era stata infissa, provocando gran spavento nel pubblico.
Questo episodio, e i contrasti con il garzone Ciriaco Pelosi, provocarono il collocamento a riposo del vecchio boia, con una decorosa pensione (pari a una volta e mezza il salario del suo successore, Vincenzo Balducci).
Abilissimo, come si è detto, in tutte le forme di supplizio, ghigliottina compresa, il Bugatti aveva rapidamente l'uso di questa nuova macchina al tempo dei francesi: tagliando, dal 28 febbraio 1810 al 18 dicembre 1813, cinquansei teste.
(FINE)
giovedì, ottobre 23, 2014
Misteri e segreti di Roma (Vicolo del Campanile) Prima Parte
Vicolo del Campanile
Vicolo del Campanile
Mastro Titta
Al numero 4 di questa strada (o secondo altri nel vicino Borgo S. Angelo al n. 120) abitava il penultimo e più famoso boia di Roma, Giambattista Bugatti detto Mastro Titta, che ci ha lasciato un taccuino in cui sono diligentemente annotati nome cognome professione dei giustiziati, la motivazione delle rispettive condanne, il tipo di pena applicato in ogni singolo caso.
Nel pubblicare queste Annotazioni, nel 1886, A. Ademollo tracciava di lui questo profilo: "Carnefice modello, e artista veramente degno del teatro nel quale era chiamato ad agire del suo impresario - lo Stato e il Governo pontificio, - Giambattista Bugatti sostenne la sua parte per sessant'otto anni, ed in ogni genere di supplizio, mazzola, squarto, forca, ghigliottina, mostrò sempre eguale abilità.
Quale differenza coi carnefici romani del tempo precedente! In confronto del nostro Mastro Titta, lo stesso Maìtre Roch gran carnefice di Francia e di Navarra diventa pigmeo.
Nella sua carriera di circa 45 anni (1834-1879), Maìtre Roch ha giustiziato 68 condannati ed assistito come aiuto ad 80 esecuzioni.
Il Bugatti invece, nel corso di circa 68 anni (1834-1864), ha eseguito da sé la bellezza di 514 giustizie (gli annotati sono 516, ma uno fu fucilato, e un altro impiccato e squartato dall' aiutante).
(continua...)
martedì, ottobre 21, 2014
Misteri e segreti di Roma (Borgo Santo Spirito)
Borgo Santo Spirito
Borgo Santo Spirito
Il marchio degli innocenti
Nel 1198 papa Innocenzo III fece costruire l'"Arciospedale" di Santo Spirito in Sassia di cui mise a capo Guido di Montepellier, che aveva in Francia fondato l'ordine ospedaliero di Santo Spirito.
Compito dell'Ordine, e dell'arciospedale, era quello di accogliere tutti i neonati abbandonati, gli orfani e gli illegittimi, dare loro vitto, alloggio e una sommaria educazione.
Accanto all'edificio chiamato Ottagono, perché è ad otto lati, c'è ancora la "ruota degli esposti", in cuivenivano inrodotti i neonati di cui madri indegne o troppo povere si sbarazzavano.
Gli "esposti", rivestiti di veste azzurra, erano portati alla Priora delle Balie, che provvederva ad una curata pulizia e a una cerimonia: l'impressione sul piede del piccino del simbolo dell'arciospedale, un doppia croce.
Il Museo dell'Arte Sanitaria
Nel Museo Storico dell'Arte Sanitaria, sistemato nella Sala Alessandrina dell'arciospedale in Sassia, sono conservati tra gli altri cimeli: la più antica carrozza della Croce Rossa; un teschio trovato Boscotrecase, vicino a Pompei, recante tracce di due protesi dentarie; molti progetti per la prevenzione e la cura delle malattie, in uso in varie epoche presso vari popoli, e in particolare strumenti chirurgici dal 1500 al 1800. Sono state ricostruite anche un'antica farmicia e un laboratorio d'alchimia del secolo XVI.
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