Traduttore

giovedì, marzo 05, 2015

Misteri e segreti di Roma - Villa Borghese - quarta parte

           
Risultati immagini per villa borghese

 Paolina fatti in là

"Santissimo Iddio, bisogna dire tutto? Saliti i due scalini di legno sui quali s'eleva nel mezzo della stanza il cassone del classico lettuccio, mi sono seduto su quel poco di materasso che Paolina lascia a disposizione.
" Come il medico le ho appoggiato un momento l'orecchio sulla gelida schiena. Poi le ho passato il braccio intorno al collo, e le ho mormorato nell'orecchio fra i ricci: Paolina fatti in là. Dammi ancora un pò del tuo fresco giaciglio. Non ho, tu vedi, dove andare a dormire". Ma stava molto scomodo. Allora sono andato a sederle da piedi, dove c'era un pò più di posto. E così stando stringevo nella mia mano quel suo piedino liscio e nervoso, dal fine calcagno, dai diti lughetti, dalla pianta grassotella: piedino di donna che no ha conosciuto le strade terrene se non dall'alto d'un cocchio o d'una lettiga.(...)

                                                                                                                   continua...
                                                      

sabato, febbraio 28, 2015

Misteri e segreti di Roma - Villa Borghese - terza parte

                                                      

Paolina fatti in là

Fra le opere custodite ala Museo Borghese è celeberrima la Venere vincitrice del Canova: ritratto, come ognun sa, di Paolina sorella di Napoleone e moglie in seconde nozze del principe Camillo Borghese.
Antonio Baldini ha dedicato all'opera - mostrando, ancora in anni non troppo favorevoli al Canova, di averne saputo intendere la qualità squisita - una deliziosa fantasia intitolata Paolina fatti là. Immaginando di essersi introddoto nottetempo, fortunosamente, nelle sale della galleria, il Baldini narra di essersi aggirato fra marmi e alabastri e riflessi di luna, e poi essersi detto, lottando contro un invadente senso di colpa: " E adesso andiamo da Paolina ".
"Paolina" continua lo scrittore, "seduta sul suo letto di marmo, stava sveglia; cioè non propriamente seduta, ma rilevata sul fianco e appoggiata con gomito sui colmi cuscini: e si sarebbe detto che in quel momento sorridesse alla luna lucente dietro linferriata della finestra.


                                                                                                 continua...

martedì, febbraio 24, 2015

Misteri e segreti di Roma - Villa Borghese - seconda parte

Risultati immagini per villa borghese



La Deposizione rubata

La IX Sala della Galleria Borghese ospita una fra le gemme della collezione: la Deposizione che Atalanta Baglioni fece dipingere a Raffaello in ricordo del figlio, il bellissimo Grifonetto, ucciso in seguito al fallimento della congiura con cui aveva tentato di togliere al cugino Giampaolo la signoria di Perugia.
Dalla Cappella Baglioni, a Perugia, il prezioso dipinto fu sottratto dai padri francescani col favore della notte, affinché potesse arrivare a destinazione prima che i furibondi perugini riuscissero a sventare il trafugamento.

Cardinale servizievole

Nel volto di Davide che lancia la pietra, opera famosissima di Gian Lorenzo Bernini (conservata nella sala del Davide del Museo Borghese), lo scultore allora venticinquenne ritrasse se stesso. Per farlo ebbe bisogno d'uno specchio; e più volte gli fece l'onore di reggerlo il cardinale Maffeo Barberini, poi divenuto Urbano VIII.

                                                                                                   continua...



venerdì, febbraio 20, 2015

Misteri e segreti di Roma - Villa Borghese - prima parte

Risultati immagini per villa borgheseRisultati immagini per villa borghese                           

                                                                 Villa Borghese

Una collezionista senza scrupoli

Villa Borghese, fu creata per il cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V e da lui adottato, ospita quella che è stata definita "la regina delle raccolte private del mondo": la collezione d'arte che - continuata poi da Marcantonio Borghese, impoverita da Napoleone, rinsanguata in seguito con nuove accessioni - fu da Scipione iniziata e portata a buon punto.
Spregiudicato come molti grandi collezionisti, il "cardinal nipote" non esitò a valersi del prestigio che gli veniva dalla potente protezione dello zio, ricorrendo talvolta a lusinghe o minacce per ottenere quello che gli premeva. Per esempio, fu sicuramente forzata la vendita, da parte del cardinale Sfondrati, di settanta dipinti della sua raccolta, fra i quali due splendidi Tiziano: l'Amor sacro e Profano e la Venere che benda Amore (Sala XX). 
Pressioni dello stesso genere costrinsero a cedere loro opere il cardinale Vendramin e i legali di Avignone, mentre il marchese Bentivoglio procurava al cardinal Scipione quadri del Dosso a prezzo di un inganno ai danni del duca di Ferrara.
Da grande collezionista, Scipione Borghese ebbe però, oltre la spregiudicatezza, il fiuto sicuro. Riconobbe infatti l'eccezionalità di due giovanissimi, Gian Lorenzo Bernini e il Caravaggio; di quest'ultimo ebbe il Bacchino malato e il Giovane con canestro di frutta grazie a un sequestro ad opera del fiscale di Paolo V, nello studio del Cavalier d'Arpino, dove il Caravaggio aveva lavorato come allievo, e acquistò invece la Madonna dei Palafrenieri, (Sala XIV) eseguita per la chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri e rifiutata dai canonici di San Pietro, scandalizzati dalla rugosa vecchiezza della Santa, dalla nudità del Bambino, dalla generosità di forme messa in mostra dallo scollo della Vergine.


                                                                                                            continua...