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mercoledì, maggio 21, 2014

Misteri e segreti di Roma

                                                                                                       Villa Di Faonte
                                                                                                             Via Nomentana - Porta Pia                                                                                                                                                                                       
Via Nomentana
Morte di Nerone
In località Vigne Nuove sorgeva la villa di Faonte, liberto di Nerone, dove in un canneto, l'imperatore aiutato dal suo liberto Epafrodito si diede alla morte, nel 68 d.C., esclamando " Qualis artifex pereo ".
I due gemelli vescovili
Nella chiesa dedicata a Sant'Agnese fuori le Mura ogni anno il 21 gennaio si benedicono sulla tomba della santa due agnelli la cui lana servirà esclusivamente per i pallii vescovili.


                                            
                         Nerone                                                                                  Epafrodito

martedì, maggio 20, 2014

Gioacchino Belli (sonetto )

« Li soprani der monno vecchio

                                                                                                              
C'era una vorta un Re cche ddar palazzo                                             
mannò ffora a li popoli st'editto:
"Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbugiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er ddritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant'er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l'affitto.
                                                                                                                                 Statua del Belli
Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd'Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo!".

Co st'editto annò er Boja per ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e arisposeno tutti: "È vvero, è vvero!". »

                                                                     Traduzione

« I sovrani del mondo vecchio


C'era una volta un Re che dal palazzo mandò in piazza al popolo quest'editto: "Io sono io, e voi non siete un cazzo, signori vassalli invigliacchiti, e silenzio.
Io sono capace di cambiare una cosa da uno stato all'altro e viceversa: Io vi posso barattare tutti per un nonnulla: Io se vi faccio impiccare tutti non vi faccio torto, Visto che Io ho il potere di darvi la vita e quel con cui vivere.
Chi vive in questo mondo senza possedere la carica o di Papa, o di Monarca o di Imperatore, colui non potrà mai far sentire la sua voce in pubblico!".
Con tale editto si recò il boia come portavoce, chiamando all'attenzione tutti quanti a gran voce; e il popolo intero rispose: "È la verità, è la verità!". »

Gioacchino Belli


ER ZAGRIFIZZIO D’ABBRAMO

La Bbibbia, ch’è una spesce d’un’istoria,
Disce che ttra la prima e ssiconn’arca
Abbramo vorze fà dda bbon Patriarca
N’ojjocaustico a Ddio sur Montemoria.
Pijjò ddunque un zomaro de la Marca,
Che ssenza comprimenti e ssenza bboria
tava a ppassce er trifojjo e la scicoria
Davanti a ccasa sua come un monarca.
Poi chiamò Isacco, e ddisse: «Fa’ un fasscetto,
Pijja er marraccio, carca er zomarello,
Chiama er garzone, infílete er corpetto,
Saluta mamma, scercheme er cappello;
E annamo via, perché Ddio bbenedetto
Vò un zagrifizzio che nnun pòi sapello».
 
Roma, 16 gennaio 1833

Misteri e segreti di Roma

                                        


                                                                             

 


Largo del FORO TRAIANO
A ricordo del Foro
Pare che l'altezza della colonna Traiana ( circa 40 metri ) stia a ricordare di quanto l'imperatore Traiano avesse fatto tagliare il colle per ricavare lo spazio necessario al Foro che porta il suo nome. Il fregio che corre a spirale intorno alla colonna è lungo circa 200 metri e contiene oltre 2500 figure. In origine era policromo e si poteva osservare da vicino. cioè dalle finestre del cortile che racchiudeva la colonna.
Gentil pensiero
Convinto che " l'aria di Roma non si confà a un regno fresco di govinezza ", o altrimenti detto " parvenu ", il Gregorovius pensava che a Roma il re d'Italia avrebbe fatto " la figura di un prigioniero dacio della colonna trionfale di Traiano ".

lunedì, maggio 19, 2014

Misteri e segreti di Roma

              
 Museo dell'Ara Pacis



                                                       
Via dell' Ara Pacis
Musso censuit
Sulla facciata d'un palazzo di fronte al Mausoleo d'Augusto si legge un'iscrizione che è emblematico compendio della stotia r dell'historia nostrane, vale a dire degli accadimenti di casa nostra e dei modi in cui le memorie di tali fatti vengono serbate ( e tramandate nei sassi ).
Dice dunque l'epigrafe: Hunc locum ubi August Manes volitantper auras postquam imperatoris mauseleum ex sacculorum tenebris araeque pacis disiecta membra refecta Musso veteribus angustis deletis splendidioribusviis aedificiis aedibus ad humanitatis mores aptis ornandum censuit anno MDCCCCXL. Ovvero, traducendo quel latino troppo sonoro: Questo luogo, dove si librano per l'aere i mani di Augusto dopo che venne tratto dalle tenebre dei secoli il mausoleo dell'imperatore e furono ricomposte le membra sparse dell' ARA PACIS, Musso tolti di mezzo i vecchi angusti limiti volle ornato di più splendidi monumenti, vie edifici idonei e consuetudini di viver civile, l'anno 1940.
Nel Musso il avrà certamente riconosciuto la gaddiana apocope qui anticipata da un languido o distratto epuratore.




Nascita: 63 a.C.  - Roma   - Morto: 19 agosto 14 d. C.  -  Nola

venerdì, maggio 16, 2014

Misteri e segreti di Roma


                                       
 Porta Latina vista dall'interno delle mura                        Via di Porta Latina

Via di Porta Latina
E l'olio non lo arrosti
Dove ora sorge l'oratorio San Giovanni in Oleo, eretto al principio del secolo XVI ( e poi restaurato dal Borromini ), la tradizione vuole che San Giovanni Evangelista, ottantenne, fosse gettato in una caldaia d'olio bollente. Era l'anno 92 e al supplizio assisteva l'imperatore in persona.
Ma dopo qualche minuto il venerando vecchio era ancora vivo, senza neppure una scottatura, e la folla, terrorizzata, convinta di avere a che fare con un potentissimo mago, chiedeva che egli fosse lasciata salva la vita, contentandosi di esiliarlo lontano.
Così San Giovanni fu estratto dall'olio e mandato in esilio a Patmos dove ebbe la visione dell'Apocalisse e da dove poi potè tornare alla propria comunità di Efeso, per morirvi quasi centenario.

                                   
Chiesa di San Giovanni a Porta Latina                                     Porta Latina e San Giovanni in Oleo


                                                                  Guido Reni, San Giovanni evangelista
                                                                         San Giovanni Evangelista