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lunedì, ottobre 06, 2014

Misteri e segreti di Roma (Foro Romano) - Terza parte -

Foro Romano

Il sacrificio dei pesci

Vicino ai Rostri, alla base circolare che sosteneva  l' Umbilicus Urbis , ai luoghi dov'erano la colonna rostrata commemorante il trionfo di Caio Duilio sui Cartaginesi a Milazzo e il Millarium aureum (colonna marmorea coperta di bronzo, posta da Augusto a indicare l'ideale punto di partenza di tutte le vie dell'impero, e recante in lettere dorate le distanze da Roma alle principali città), vicino a tutto questo c'era e c'è il Volcanale o ara di Vulcano, uno fra i più antichi santuari di Roma.
A quanto attesta Pompeo Festo, vi si sacrificavano piccoli pesci d'acqua dolce pro animis humanis; in sostituzione, cioè,di vittime umane.
L'iniziativa di questa sostituzione si fa risalire a Numa Pompilio, ottimo fra i re , ai quale Giove, nella selva Aventina, ordinò un giorno di celebrare un sacrificio alla sua divinità " recidendo un capo", Numa Pompilio rispose che avrebbe obbedito, recidendo il capo d'una cipolla del suo orto.
                                                                                                             
                                                                                                                        (continua...)

domenica, ottobre 05, 2014

Misteri e segreti di Roma (Foro Romano) seconda parte

Foro Romano

La cosa più cara

Un bel buco nel mezzo del Foro Romano, messo lì di sghembo con l'apparente intenzione di farvi precipitare i visitatori, ricorda una delle più note tradizioni ell'antica Roma. Narra la leggenda che la terra si era aperta nel punto più centrale di Roma; l'oracolo chiarì subito la paurosa voragine non si sarebbe mai chiusa, anzi si sarebbe gradamente allargata, se Roma non vi avesse gettato dentro la sua cosa più cara e preziosa. Fu allora che il guerriero Marco Curzio, impulsivo, generoso, eroico, ma anche presentuosetto, si gettò armato di tutto punto e a cavallo nella voragine, che subito si richiuse su di lui. Il buco o fossa che ancora oggi si vede è la cicatrice di quella voragine.
                             
                                                                                                                ( continua... )

sabato, ottobre 04, 2014

Misteri e segreti di Roma (Foro Romano)

                                                                     Foro Romano

Foro Romano
Lo scheletro B                                           (Prima parte)
                                                 
All'Antoquarium del Foro sono state ricostruite alcune tombe del sepolcreto arcaico del Foro stesso, riportate in luce dagli scavi del Boni nel 1902. Nelle tombe ricostruite si conservano anche gli scheletri occupanti.
Alcuni ritengono che il più antico sia quello della tomba indicata con la lettera B, appartenuto, sembra, a una donna morta intorno ai quarant'anni : viene assegnato alla metà del secolo VIII avanti Cristo.
La tomba di Romolo
Nel Foro Romano, di fronte alla curia ove si riuniva il Senato, c'è un'antica tomba pavimentata di marmo nero che viene indicata come tomba di Romolo, il mitico fondatore della città.
A destra di un altare c'è una stele recante l'iscrizione latina più antica che si conosca: si tratta con ogni probabilità di una lex sacra, che vieta di profanare il luogo, ed è scritta da sinistra a destra e da destra a sinistra (iscrizione bustrofedica).
                                                                                                                       ( continua...)             

venerdì, ottobre 03, 2014

Misteri e segreti di Roma (Via del Foro Romano)

                     
     Via del  Foro Romano                                                                                                                                                            

     
                         
                                                                Interni del Carcere

Via del Foro Romano
Da Vercingetorige a San Pietro

La cappella  di San Pietro in Carcere fu un tempo il famigerato carcere Marmetino o Tuliano. Deve il nome odierno alla leggenda medievale che vuole prigionieri qui San Paolo e San Pietro; quest'ultimo vi avrebbe convertito due carcerieri e quarantasette carcerati, e non avendo acqua per battezzarli avrebbe fatto miracolosamente scaturire una fonte che esiste tutt'ora.
Prima dei due Santi, questo carcere e luogo d'esecuzioni ebbe altri ospiti famosi. Qui Giugurta re di Numidia, vinto da Mario, fu strangolato dopo averne seguito in catene il trionfo. Vercingetorige, capo dei Galli e promotore della loro ribellione nazionale contro Cesare - al quale si consegnò per placarlo quando vide inevitabile la sconfitta - qui fu decapitato dopo il trionfo del vincitore per averlo partecipe allo spettacolo lo aveva tenuto prigioniero per sei anni. Qui furono uccisi i partecipanti alla congiura di Catilina.

Lugrubi scale
Su alcuni frammenti di lastre pavimento della basilica Emilia si possono vedere macchie verdazzurre e rilevate: è forse il bronzo di monete che si fusero nell'incendio del 410 dopo Cristo, quando i Goti di Alarico invasero e devastarono Roma




giovedì, ottobre 02, 2014

Misteri e segreti di Roma (Via Flaminia)


                         
Via FlaminiaIl papa     adempie ad un voto                                                                                           La bellissima chiesetta del Vignola ddicata a Sant'Andrea (sulla Via Flaminia) venne fatta erigere da papa Giulio III per adempiere ad un voto fattto quando, prelato di papa Clemene VII, era in ostaggio delle truppe imperiali, dopo il sacco di Roma. Riuscì il 30 novembre delleo stesso anno (1527) a fuggire, ed era il giorno di Sant'Andrea.

Funesto presagio

A 9 chilometri dal centro, sulla via Cassia, ai margini della strada c'è il grande sarcifago di P. Vibio, comunemente chiamato Tomba di Nerone.
Nella notte tra il 16 e il 17 dicembre del 1804 cadde sul sarcofago una mongolfiera enorme, agghindata con bandiere, e trasportante la corona imperiale e un'aquila illuminata a tremila piccoli lampioni; la mongolfiera era stat lanciata in occasio dell'incoronazione di Napoleone Bonaparte a Parigi. L'urto con il sarcofago provocò la caduta della corona che si ruppe, fornendo un funesto presagio per il futuro dell'Imperatore. Il palloneeeeee, risollevatosi, finì in mezzo al Lago di Bracciano.

mercoledì, ottobre 01, 2014

Misteri e segreti di Roma (Viale Vaticano)

                  

                         Viale Vaticano                                                                 Scala a chiocciola dei Musei
Viale Vaticano
Una nuova usanza

La tradizione della Fontana di Trevi si è rinnovata, in questi ultimi anni, intorno alla grande vasca che occupa lo spettacolare vano della scala a chiocciola dei Musei. Pochi turisti, arrivati in alto. resistono alla tentazione di gettare un soldino nel vano. Più che un rito propizatorio sembra che si vigli esperimentare la propria abilità nel far centro.
Che fine facciano i soldini, non si sa. Qui o a Trevi, è interessante studiare il comportamento dei vari turisti nel getto dei soldini: i è più magnifici sono sono, come  sempre gli italiani, che con la consueta incoscienza gettano anche monete da 50 o da 110 lire; seguono gli americani; meno generosi i francesi, gli spagnoli e gli inglesi; ancora meno i tedeschi, che non buttano mai più di un pfennig o di 5 lire; quanto agli svizzeri, trovano sempre il modo di buttare soldini fuori corso.