Non vi sono trabocchetti, ma solo logica |
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In una strada vi sono 5 case dipinte in 5 colori differenti. In ogni casa vive una persona di differente nazionalità. Ognuno dei padroni di casa beve una differente bevanda, fuma una differente marca di sigarette e ha un animaletto differente. |
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Di chi è il pesciolino? |
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Indizi:
1.
L’inglese vive in una casa rossa
2.
Lo svedese ha un cane
3.
Il danese beve thé
4.
La casa verde è a sinistra della casa bianca
5.
Il padrone della casa verde beve caffé
6.
La persona che fuma Pall Mall ha gli uccellini
7.
Il padrone della casa gialla fuma sigarette Dunhill’s
8.
L’uomo che vive nella casa centrale beve latte
9.
Il norvegese vive nella prima casa
10.
L’uomo che fuma Blends vive
vicino a quello che ha i gatti
11.
L’uomo che ha i cavalli vive
vicino all’uomo che fuma le Dunhill’s
12.
L’uomo che fuma le Blue Master
beve birra
13.
Il tedesco fuma le Prince
14.
Il norvegese vive vicino alla
casa blu
15.
L’uomo che fuma le Blends ha
un vicino che beve acqua
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Secondo Einstein, agli inizi del ‘900, il 98% della popolazione non era in grado di risolvere questo indovinello. |
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Traduttore
lunedì, febbraio 16, 2015
EINSTEIN - Indovinello
sabato, febbraio 14, 2015
Misteri e segreti di Roma - Via della Università - nona parte
Il putrefatto
Nella sezione dedicata al secolo XVII un clistere per fumo di tabacco, un astuccio per infusioni ( dette oggi endovenose: la scoperta risale al 1642 quando un certo Wahreendorff iniettò con una cannuccia vino spagnolo nelle vene dei suoi cani per renderli più presti alla caccia) e il modellino della stadera del Sartorio: era grande come una stanza, il piano della stadera costituiva il pavimento del locale in cui visse per trent'anni il Sartorio annotando tutte le variazioni di peso del suo corpo: scoprì il metabolismo e la "respiraratio insensibilis".
Capolavoro della sezione "Il Putrefatto", statua lignea policroma (h. cm. 25) rappresentante non uno scheletro, bensì un cadavere in avanzato stato di putrefazione. Ha un manto turchino. Regge un orologio: D'impiego domestico, come "memento mori ".
Tutto finisce in gloria
Il visitatore, turbato forse da meditazioni alle quali non sia avvezzo, potrà piacevolmente distrarsi nell'ultima sezione, dedicato al secolo XIX:
Stampella di Garibaldi; interessanti tipi di bidet; fotografia di Garibaldi all'Aspromonte; bella collezione di seggette.
FINE
venerdì, febbraio 13, 2015
Misteri e segreti di Roma - Via della Università - continuazione ottava parte
Elogio dello Stahl
Ci si può augurare che gli storici della medicina, tanfo inclini a trovare negli artifici del passato qualcosa di ragionevole, non si montino troppo la testa, è la parola, con le seguenti teorie: " Il trattamento dei malati di mente... fu realmente basto sulla tortura in molteplici modi applicata. Tuttavia se osserviamo i mezzi usati,... si deve riconoscere in essi un'azione sciocchizzante che è quella che oggi si ottiene con altri mezzi: battiture, percosse, strettoie, digiuni, immersioni sott'acqua fino a giungere al quasi annegamento, producevano certamente collassi che forse avranno anche potuto agire in modo positivo".
I modellini mostrano una macchina rotante basata su un canotto che girava vorticosamente in una vasca d'acqua: nel canotto, il matto "terapia negli eccessi furiosi); un mulinello a tamburo rotante (" grosso recipiente in legno, cilindrico, vuoto all'interno e capace di contenere una persona che vi si poteva introdurre da apposito sportello").
Che ci resta, se non guardare negli occhi questo vicino busto di Vincenzo Chiarugi? o meglio, se non levare uno sguardo d'intesa al bel ritratto qui accanto di Georg Ernst Stahl? Troppo facilmente deriso come inventore del flogisto; nobile formulatore della teoria dell'animismo, ancor tutta da riscoprire. Per lui ogni dottrina, ogni esperimento, ogni indagine, ogni terapia, era inutile, anzi dannosa...
continua...
giovedì, febbraio 12, 2015
Misteri e segreti di Roma - Via della Università - ottava parte
Elogio dello Stahl
La sezione dedicata al secolo XVIII vede il trionfo del clistere. Glissons, N'appuyons pas.
Ed eccoci arrivati, Signori, un momento di silenzio, prego. In questo stanzino, opportunamente defilato, si conservano cimeli provenienti dal manicomio di Santa Maria della Pietà, quando stava alle Lungare. Non crediate che il seguente scarno elenco esaurisca la vostra possibilità d'esperienza: questi cimeli sono veri, e si sente. Si trovano ad altezza uomo, e potete per esempio far tinnire le lamelle dei flagelli. Trascriviamo dal catalogo.
Cerchio snodato di contenzione, con catena per tenere i pazzi fermi al muro.
Ceppi in legno per piedi e mani con snodo e chiusura, per accessi maniacali.
Serie di catene e maglie.
Serie di flagelli di vario tipo, taluni formati di lamelle di ferro unite a striscie tra di loro mediante anelli, altri di catenelle con aculei di ferro; altri di cuoio a frusta.
Torchietti per stringer polsi e dita a scopo di tortura, mediante vite.
continua...
martedì, febbraio 10, 2015
Misteri e segreti di Roma - Via della Università - settima parte
Le nacchere del lebbroso
Nella sezione dedicata al Medio Evo si ammira una corona da imposizione in lamina di ferro: per chi aveva il mal di testa. Chi aveva il mal di testa andava a fare un pellegrinaggio, e cammina che ti cammina, strada facendo, chiedeva per elemosina pezzetti di ferro. Con questi si faceva confezionare una corona dal fabbro del santuario: una corona come questa.
Bastava poi farlo benedire e portarla in testa: guarito! Naturalmente gli studiosi di storia della medicina sostengono che, in virtù dei circoli oscillanti, la corona da imposizione fa bene sul serio.
Più sotto, messo lì a caso, il pezzo forse più sottilmente conturbante dl Museo:clinquette da lebbroso (sorta di nacchere che il lebbroso doveva agiare di continuo quando si avvicinava ai luoghi abitati onde avvisare i sopravvenienti).
Fra i facsimili: talismano di Pietro d'Abao in pergamena; il talismano di Caterina de' Medici in pelle umana; "nemmeno morì" ( piccolo scheletro umano in piccola bara a doppio sportello); circolo magico arabo (da-Irah); apparecchi in legno di protesi per gente senza piedi (lebbrosi).
continua...
continua...
lunedì, febbraio 09, 2015
Misteri e segreti di Roma - Via della Università - sesta parte
Rari esempi di realismo
La sezione etnoiatrica comprende ogni sorta di oggetti rifiutati, si direbbe, alle pesche di beneficenza dei missionari.
Il visitatore noterà di primo acchito alcuni feticci congolesi da infissione, con chiodi già infissi (cioè l'Uomo Bianco li ha trovati a fattura avvenuta); ma cerchi, il visitatore, in una vetrinetta, due piccole statue in bronzo ossidato rappresentanti una negra Baulé che si fa un clistere da sé con una grossa zucca, e uno stregone, sempre della Costa d'Avorio, che pratica un clistere con l bocca: rari esempi di quello che taluni teorici dell'arte esaltano come " realismo ".
continua...
sabato, febbraio 07, 2015
Misteri e segreti di Roma -Via della Università - quinta parte
Un corno d'unicorno
La sezione dedicata alla Rinascita si apre nel ricordo della casta dei pentolai che in India pose le basi della chirurgia plastica inventando la rinoplastica a beneficio degli adulteri, cui veniva amputato il naso. Casuale l'accostamento di una cintura di castità (bellissima) a coltelli per circoncisione ed écraseurs.
Spandocino regalato a Paracelso da un carnefice, con nome Azot sul pomo; pomi odoriferi (recipienti per spugne bagnate d'aceto: li annusavano tutti, in tempo di peste); beozar (calcoli epatici di lama del Perù: quando la gente ci credeva valevano più di mille diamanti); cofanetto con due mandragore; tazza in corno di unicorno:tre anelli per contenere veleno; piatto dipinto con vecchia che somministra un clistere:il malato dice "oimé ogni la canella" (ohimé! ungi la cannella).
In un angolo sta la cosa bella: un corno d'unicorno. E l0ggetto più araldico che si trovi in Natura: una stecca da bigliardo di avorio intorcigliato, lunga m. 1,80.
Si crede attualmente sia il dente del narvalo, cetaceo dotato di due canini enormi, attorcigliati: ma mi sembra più verosimile che questo oggetto sia nato per essere quello che dice, giustamente , il cartellino: corno di unicorno.
Un viaggiatore del '400, dovendo descrivere per la prima volta un rinoceronte, dopo essersi in mille dettagli, tagliò corto con la frase famosa: "del resto sarà facile immaginare come sia un rinoceronte per chiunque abbia visto un unicorno" (che se ci pensate bene, come modulo logico fa il paio con quell'altra: "chi fuma un sigaro senza togliergli l'anello di carta sarebbe capace di sparare a una volpe"): ma io avanzo seri dubbi sullo spirito d'osservazione di quel viaggiatore. E' vero invece che chi volesse descrivere un doppio dente di narvalo attorcigliato, bene farebbe anche oggi a dire: è come il corno dell'unicorno:
Si crede attualmente sia il dente del narvalo, cetaceo dotato di due canini enormi, attorcigliati: ma mi sembra più verosimile che questo oggetto sia nato per essere quello che dice, giustamente , il cartellino: corno di unicorno.
Un viaggiatore del '400, dovendo descrivere per la prima volta un rinoceronte, dopo essersi in mille dettagli, tagliò corto con la frase famosa: "del resto sarà facile immaginare come sia un rinoceronte per chiunque abbia visto un unicorno" (che se ci pensate bene, come modulo logico fa il paio con quell'altra: "chi fuma un sigaro senza togliergli l'anello di carta sarebbe capace di sparare a una volpe"): ma io avanzo seri dubbi sullo spirito d'osservazione di quel viaggiatore. E' vero invece che chi volesse descrivere un doppio dente di narvalo attorcigliato, bene farebbe anche oggi a dire: è come il corno dell'unicorno:
continua...
Misteri e segreti di Roma - Viale della Università - quarta parte
Una pinza per setoni
Nella sezione dedicata al Classicismo è una raccolta di 47 ex voto romani in terracotta: uteri, vesciche urinarie, mammelle, genitali, occhi, mani, piedi, e un raro esempio di ex voto polisplacnico.
E' motivo di compiacimento leggere nell'ottimo catalogo dl Museo che un certo arnese esposto fu erroneamente designato come ferro chirurgico: laddove trattasi verosimillmente di un ago da sellaio. Idem dicasi per un altro attrezzo, che è senz'altro uno stili scrittoio.
Benissimo conservata una pinza per setoni (si sollevava una plica cutanea, la si passava da parte a parte con un ferro, vi si introduceva una setola di cavallo: suppurazione! Appunto: così uscivano cattivi umori, e l'organismo purgava).
mercoledì, febbraio 04, 2015
Misteri e segreti di Roma - Viale della Università - terza parte
I francobolli di San Gerardo
La sezione di demoiatrica religiosa è ricca di immagini immaginette, reliquie e reliquiari, santini, scapolari, brevi, medaglie e medagliette, croci, e crocette, ex voto, tazze alessitèriche, talismani eduli e non, novene, invocazioni, quadri e quadretti, opuscoli, statuine, e statuettine con astuccio di alluminio.
Particolarmente notevole un gruppo plastico di fattura popolare rappresentante il bambino S. Simonino, dissanguato,secondo una tradizione, a Trento, da medici abralchemisti ebraici, i quali servirono del suo sangue per preparare la pietra filosofale. Il culto di S. Simonino è ancora diffuso nell'Italia nordorientale.
Un foglio di carta velina proveniente dalla provincia di Avellino, simile a un foglio intero di francobolli monocromi, reca impresso 72 volte l'immagine di San Gerardo: chi ha il mal di gola, se inghiotte un francobollino gli passa,.Collezione di bottiglie sei-setteottocentesche, molto belle destinate a contenere la Manna di San Nicola (la misteriosa sostanza raccolta nella cripta di San Nicola a Bari). Numero infinito di clessidre.
lunedì, febbraio 02, 2015
Misteri e segreti di Roma - Viale della Università - seconda parte
Mille diavolerie
La sezione dedicata a fatture e controfatture frammischia strumenti e documenti. Impressionante una struttura in cera rappresentante una figura umana. Vi sono incorporati, si vedono\benissimo, frammenti di stoffa pezzetti di unghia, appartenuti a indumenti e unghie della vittima: utili qui alla fattura come "transfert" per la legge del contatto e come parti del corpo che ancora ne contengono la vitalità.
In una processione di vasetti si vedono un cuore di pollo trapassato da spilli, sangue mestruale, polvere di ossa umane, capelli, semi di giusquiamo, foglie di agave e di salvia, verbenata, spoglie di serpi, sterni di gallina, fili bianchi di cotone con fiocchi, nastri di seta rossa, chiavette, porzioni di rete da pesca, corna di caprone, cornetti di coralli, campanelli, denti di squalo, ciuffi di pelo di tasso, olio di lume (ogni male consuma) - come dire? - mille altre diavolerie.
Una bella collana apotropaica; estremità di ulna umana corrosa; pietre forate (utili come accalappia-streghe: le streghe sono curiose e passano il loro tempo a guardare attraverso i buchi, pietre del fulmine (punte preistoriche di frecce in silice, ma si crede che siano le punte delle saette e dei fulmini: per questa loro origine celeste hanno valore apotropaico).
Rarissimo l'amuleto ricavato da una costola bifida, lavorata a rappresentare i genitali femminili.
Quel sassolino innocuo, poi: è stato trovato vicino al'acqua... E' la Pietra del Rospo! Questi animali infatti - si dice - hanno una pietra sulla testa, a scopo talismanico.
continua...
venerdì, gennaio 30, 2015
Misteri e segreti di Roma - -Viale dell'Università - prima parte
Museo dell' Istituto di Storia della Medicina dell'Università di Roma
Viale della Università
Il museo diverso dagli altri
Al n. 36 apre i battenti il Museo dell'Istituto di Storia della Medicina dell'Università di Roma, fondato e diretto dal professor Pazzini. Il Museo a carattere didattico-documentario; giustamente non rifugge dall'esporre, accanto a veri "originali", copie, modellini, ricostruzioni: fino a trasformarsi, in varie sale, in un museo delle cere. Si da anche il caso, fonte di particolari emozioni, che non si sappia distinguere tra quello che le persone volgari chiamano il "vero" e il "falso": il laboratorio dell'Alchimista, ad esempio, è definito dal catalogo "ricostruzione d'ambiente con materiale originale"; ma perché qualcosa di simile non si può dire anche per l'Antro Della Strega Con L'Occorrente Per La Sua Attività?
A differenza di tanti, troppi, Musei moderni, questo conserva un suo carattere antico, da Wunderkammer, merita dunque di essere visitato anche solo per sottili caratteri formali. Mala massiccia ricchezza dei suoi contenuti non mancherà di stupire.
Se ne sconsiglia la visita a chi nutre arcani terrori per Lebbra, Peste, Pazzia e Odontalgia: le quattro nere De hanno qui il loro tempio.
Chi ha raccapriccio per Cancro e Sifilide entri ilare e fiducioso: di queste altre Entità nessuna sala serba indizi " (o bella Musa ove sei tu? Non sento spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume...).
continua...
Se ne sconsiglia la visita a chi nutre arcani terrori per Lebbra, Peste, Pazzia e Odontalgia: le quattro nere De hanno qui il loro tempio.
Chi ha raccapriccio per Cancro e Sifilide entri ilare e fiducioso: di queste altre Entità nessuna sala serba indizi " (o bella Musa ove sei tu? Non sento spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume...).
continua...
martedì, gennaio 20, 2015
Misteri e segreti di Roma - Piazza Trevi - quarta parte
Una testa misteriosa
In piazza di Trevi, a fianco della fontana , c'è una delle poche antiche farmacia di Roma (la più notevole è quella della Scala. Per antico, per essere esatti, vi restano le scaffalature, i vasi e, più di tutto notevole, una misteriosa testa di cavallo (o di liocorno), in legno, di proporzioni grandissime.
Gianna Veroni Tornabuoni ha avanzato l'ipotesi - tutt'altro che fantastica - che sia una una famosa testa scolpita dal Cellini e poi misteriosamente scomparsa. Certo la fattura è semplicemente meravigliosa e del tutto degna del grande artista.
FINE
FINE
lunedì, gennaio 19, 2015
Misteri e segreti di Roma - Piazza Trevi - terza parte
Nulla va sprecato
Nulla va sprecato, su questa terra. Una volta esplicata la loro principale funzione, che è quella di far ritornare a Roma il lanciatore, i soldini non restano inutili e inerti nel fondo della fontana, ma vengono ripescati a date fisse.
Guai all'avventutato che osasse farne la propria preda: violerebbe gli articoli XY e SW dei regolamenti comunali, oltre ad alcune leggi, e sarebbe condannato a pene severe. In realtà i soldi sono stati dichiarati - una volta lanciati - proprietà del comune di Roma, il quale ne fa un uso bello e degno, distribuendoli agli operai che si occupano della manuntenzione di questa e di altre fontane.
Quanti sono i soldi in fondo alla fontana? Molti più dei "three coins" di buona memoria.
Un calcolo ufficiale parla di 100.000 lire al mese, ma è certamente pessimista, Abbiamo visto con i nostri occhi, in meno di mezz'ora (sia pure nella stagione estiva), lanciare 1.500 lire, anche in valute estere pregiate. Un calcolo di 100.000 lire alla settimana non è certo esagerato.
( continua...)
sabato, gennaio 17, 2015
Misteri e segreti di Roma - Piazza Trevi - seconda parte
Per non dimenticare
Quando un giovane doveva partire dalla città e andare lontano per un certo periodo, veniva accompagnato dalla fidanzata a Fontana di Trevi: qui la ragazza gli porgeva un po' d'acqua raccolta nella vasca in un bicchiere nuovo zecca.
Il giovane beveva e poi infrangeva il bicchiere: si era sicuri che non avrebbe dimenticata la fidanzata e la sua città.
(continua...)
giovedì, gennaio 15, 2015
Misteri e segreti di Roma - Piazza Trevi - Prima parte
Piazza di Trevi Fontana di Trevi
Piazza di Trevi
Acqua dal vino
La Fontana di Trevi, in cui sbocca l'Acqua Vergine, fu fatta costruire da Niccolò V e poi restaurata da Urbano VII con i proventi delle tasse sul vino.
Pasquino commentò:
Urbanus pastor, post mille gravamina vini,
Romulides pura recreavit acqua.
I versi sono stati così ottimamente tradotti:
Urban poi che di tasse aggravò il vino
Ricrea con l'acqua il popol di Quirino
La Fontana di Trevi è molto visitata dai turisti, i quali gettano nella sua vasca una monetina: si dice che questo gesto permetterà di tornare a Roma.
La palla del barbiere e il cappello del vescovo
Ricca di curiosità e di particolari bizzarri come tutti i monumenti barocchi, la Fontana di Trevi è legata a numerose leggende e tradizioni.La più nota si riferisce all'enorme vaso o palla che troneggia sulla balaustra di destra e che qualcuno chiama "l'asso di coppe". Si dice che nella casa di fianco si aprisse una botteguccia di barbiere (in effetti ve ne era una anche pochi anni addietro), frequentata dall'architetto Salvi durante i lavori della fontana.
Il barbiere era un brav'uomo, ma noioso, pedante, criticone; ogni giorno, mentre sbarbava il Salvi, erano pignolesche osservazioni, suggerimenti di modifiche da fare alla fontana, critiche di ogni genere ... finché il Salvi esasperato, decise di precludere la vista del suo capolavoro al barbitonsore, e ipso facto, fece costruire in una notte la gran palla di travertino, che in effetti occulta completamene la fontana a chi guarda dalla botteguccia.
Dalla balaustra a fianco dell' "asso di coppe", possiamo ammirare un'altra bizzarria barocca: un cappello da vescovo (naturalmente di travertino) gettato là con noncuranza sulla finta roccia, tra le cascatelle d'acqua.
(continua...)
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