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martedì, agosto 04, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via del Corso - quarta parte

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Il tesoro dell'Arco di Portogallo

Sorgeva presso San Lorenzo in Lucina, sul Corso, un arco che ebbe vari nomi, e tra gli altri quello di Arco di Portogallo, poiché nei pressi abitava il cardinale ambasciatore del Portogallo.
Un cronista racconta che al tempo di Pio IV (papa dal 1559 al 1565) giunse a Roma un tale munito d'un antichissimo libro in cui si diceva che nelle fondamenta dell'arco era nascosto un tesoro; ebbe il permesso di scavare e si mise all'opera, ma i romani insorsero contro di lui e lo costrinsero alla fuga. 
L'arco non c'è più; fu demolito nel 1662. Non pare che il tesoro sia stato ancora trovato.
E' rimasta una lapide che ricorda la demolizione, necessaria per ampliare via del Corso, è sul palazzo all'angolo di via della Vite col Corso.
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lunedì, agosto 03, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via del Corso - terza parte


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Povero cardinale

Palazzo Doria (già Pamphiij. e prima Aldobrandini, e prima ancora Della Rovere) fu fondato nel 1489 dal cardinale Fazio Santorio, su un edificio preesistente da lui ampliato e abbellito con tanta magnificenza che la fama ne corse per Roma e sollecitò a una visita anche il pontefice, Giulio II della Rovere.
Il papa guardò, ammirò, lodò, e infine osservò che un palazzo così bello era più adatto a un duca che a un cardinale; insomma, mentre il povero Santorio si sentiva gelare per l'angoscia, tanto disse da constringerlo a donare il bellissimo edificio a suo nipote Francesco Maria della Rovere, duca d'Urbino.
Il cardinale Santorio morì, pare di "crepacuore", meno di un anno dopo.
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mercoledì, luglio 29, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via del Corso - seconda parte

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Con le buone maniere

Nota e quasi proverbiale era l'irruenza dei cavalli barberi, che dilettavano i romani con le loro sfrenate corse sulla via del Corso. Ma era veramente genuina questa irruenza? In realtà la si otteneva con buone, gentili maniere, non contestate dalle zoofile del tempo: sbattendo cioè delicatamente sotto la coda dei poveri animali un miscuglio infernale a base di pece bollente.
Da questa bella usanza, cessata solo nel secolo scorso, sono nate espressioni molto esplicite altrettanto garbate del popolino romano, a proposito delle persone che dimostrano di avere troppa fretta.
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martedì, luglio 28, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via del Corso - prima parte


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Le tasse del peccato

Anche di questa strada, come come di piazza del Popolo e di altre vie e piazze, si dice che fu pavimentata con i proventi di tasse pagate dalle passeggiatrici, chiamate anche  "donne curiali".
Le corse dei "barberi"

Come ben si sa, via del Corso deve il nome alle corse che vi si facevano.
Le inaugurò nel 1400 il veneto Paolo II (Pietro Barbo), il costruttore di Palazzo Venezia, che dalle finestre di questo edificio assistette per primo alle corse di cavalli e ad altre ordinate da lui stesso e imitanti giuochi antichi.
Scrive Platina (che citiamo nella traduzione di Bartolomeo Dionigi):
  
"Havendo il papa quietate le cose d'Italia si volse all'otio et ne ordinò ad imitazione degli antichi alcuni giuochi et feste magnifiche et ne diede un bel desinar al popolo i guiochi  furono otto palij che nel Carnevale per otto dì continui si donarono a coloro che nel corso che nel corso restavano vincitori. Correvano i vecchi, correvano i giovani, correvano quelli che erano di mezza età, correvano i Giudei et li facevano ben saturare prima perché meno veloci corressero. Correvano i cavalli, le cavalle , gli asini e i bufali, con tanto piacere che per le risa grandi potevano appena starne le genti in piè".

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venerdì, luglio 17, 2015

Misteri e segreti di Roma - Capodiferro - terza parte


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Riuscitissimo trompe-l'oeil

In dei cortili di Palazzo Spada (al quale si accede attraverso la biblioteca del Consiglio di Stato) si trovano una galleria a colonne e una statua che sono popolarissime tra gli architetti di tutto il mondo: l'enorme colonnato e la poderosa statua di Marte che vi si ammirano infatti sono un riuscitissimo scherzo prospettico del Borromini che in sole nove metri e con una statua alta meni di un metro riesce a dare l'illusione  che questa galleria e ciò che contiene siano di proporzioni maestose.
L'effetto straordinario è stato ottenuto riducendo progressivamente l'altezza delle colonne e della volta.

                                                                                          F I N E




mercoledì, luglio 15, 2015

Misteri e segreti di Roma - Capodiferro - seconda parte



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L'ultimo rifugio di Cesare

Fu portata in luce nel 1552. Giaceva sepolta sotto due case adiacenti, parte di qua parte di là: la base del muro divisorio le passava sul collo. 
Ne nacque contesa fra i proprietari, e i giudici salomonicamente decisero di tagliarle la testa per fare parti giuste dividendola fra i due contendenti. 
Ma il cardinale Capodiferro, avendo saputo della decisione, ordinò che l' "esecuzione" fosse sospesa e informò papa Giulio III, che per salvare la statua la acquistava al prezzo di 500 scudi e la regalava al cardinale stesso; o, secondo altre versioni, meno munificamente gli permise di acquistarla.

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domenica, luglio 12, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza Capodiferro - prima parte

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L'ultimo rifugio di Cesare

Nel salone del Trono di palazzo Spada, oggi adibito a sedute del Consiglio di Stato, si conserva la statua colossale di un uomo nudo intento a pronunciare una orazione.
Risalente ai primi tempi dell'impero, non si sa di preciso chi rappresenti, ma è tuttora chiamata (benché sia quasi certo che non ha diritto a questo nome) statua di Pompeo; per lungo tempo fu infatti creduta la statua del rivale di Cesare, ai piedi della quale questi si trascinò, crivellato di colpi di pugnale, il fatale 15 marzo  del 44 avanti Cristo.

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mercoledì, luglio 08, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza della cancelleria - seconda parte


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     Salone dei Cinquecento giorni                                                   Salone dei Cento giorni

Vanteria del Vasari   
Nel palazzo della Cancelleria c'è il Salone dei Cento giorni, così chiamato  perché Giorgio Vasari nel 1546 si vantava di averlo affrescato, insieme con alcuni scolari, in solo 11 giorni, Michelangelo ascoltata dal Vasari stesso (suo intimo amico) la vanteria, osservò: " Si vede bene! ".
Non sottovalutate le predizioni!    
Sulle scale del palazzo della Cancelleria, il 15 novembre 1848, cadde pugnalato da democratici Pellegrino Rossi, ministro di Pio IX, inviso per il suo programma governativo.
Si racconta che, come Cesare, non avesse voluto prestare ascolto a insistenti predizioni di morte. Pare che, per osten5tazione democratica, l'Assemblea Costituente non sospendesse neppure per un momento la seduta.
                                                                                                                 F I N E       


Misteri e segreti di Roma - Piazza della Cancelleria - prima parte

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 Una bella vincita 

Iniziato da una cardinale, Scarampo Mezzarota, il bellissimo Palazzo della Cancelleria fu portato avanti da un altro cardinale, Raffaele Riario nipote del defunto Sisto IV, con 20.000 o 120.000 scudi (le fonti discordano) presi a prestito da un banchiere più altri 60.000 secondo l'Aretino vinti al gioco, in una sola notte, a un terzo cardinale, Francescheto Cybo, nipote o figlio di papa Innocenzo VIII.
La somma vinta al gioco sarebbe pari, secondo il calcolo di un autore nostro contemporaneo a circa 300 milioni di lire nostre.
Per costruire il palazzo furono usati, si dice, travertini del Colosseo e di antichi bagni e pietre dell'arco trionfale di Giordano e dell'Ecatonstylon.

                                                                                                     continua... 

mercoledì, luglio 01, 2015

Misteri e segreti di Roma - Campo dei fiori - quarta parte



              
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 Disputa rischiosa

Nel 1594 fu arso vivo in Campo dei Fiori, dove arrivò già bruciacchiato per i molti colpi di  torcia che gli avevano dato lungo la strada, un luterano di circa tren'anni che durante una processione aveva tentato di gettare in terra il Santissimo Sacramento. 
Non molto tempo dopo, scrive un contemporaneo, "fu bruciato vivo un luterano vecchio con barba longa, andava disputando per la strada con due Capuccini".
Una morte altrettanto atroce fecero altri protestanti, gettati in caldaie d'olio e pece bollenti.

                                                                                                                F I N E














                                 

lunedì, giugno 29, 2015

Misteri e segreti di Roma - Campo dei fiori - terza parte

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La sua maledetta ostinazione

Così racconta la fine di Bruno un testimone oculare, un confortatore della confraternità di San Giovanni Decollato.
" 17 febbraio 1600. A hore due di notte fu intimato alla Compagnia che la mattina si dovea far giustizia d'un Ponte, et però alle 6 hor di notte, radunati li confortatori e cappellano di Sant'Orsola et andati alle carceri di Torre di Nona, entrati nella nostra Cappella e fatte le solite orattioni, ci fu consegniato il sottoscritto a morte condannato videlicet Giordano del quondam Giovanni Bruno, frate apostata da Nola di Regno, eretico impenitente; il quale esortato da nostri confratelli con ogni carità e fatti chiamare due padri di San Domenico con due del Gesù e uno di San Girolamo, i quali con ogni effetto et molta dottrina mostrandogli l'error suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinazione, aggirandosi il cervello e l'intelletto con mille errori et vanità, et ansi perseverò nella sua ostinazione che da' ministra di Giustizia fu condotto in Campo di Fiore e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu bruciato vivo, accompagniato sempre dalla nostra Compagnia, cantando le letanìe, e li confortatori sino al ultimo punto confortandolo allassar la sua ostinatione con la quale finalmente finì la sua misera e infelice vita".

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venerdì, giugno 26, 2015

Misteri e segreti di Roma - Campo dei Fiori - seconda parte



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Un compendio del libero pensiero

Questa piazza, dal nome tanto ridente, oggi sede di un vivace mercato, fu uno dei luoghi di esecuzioni capitali: il più famoso certo, e il più esecrato, perché qui morì sul rogo (il 17 febbraio 1600) Giordano Bruno.
A espiazione, e a conferma dei suoi spiriti antioscurantisti, l'Italia da poco compiuta volle erigervi al filosofo un monumento che riuscì un compendio dell'eresia e del libero pensiero: torno torno al basamento appaiano infatti, in medaglioni, le effigie di Erasmo da Rotterdam, Giulio Cesare Vanini, Aonio Paleario, Michele Serveto, Giovanni Wyclif, Giovanni Huss, Paolo Sarpi. La dedica è di Giovanni Bovio: " A Bruno il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse ".

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giovedì, giugno 25, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Campo dei fiori - prima parte

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Piazza di Campo dei fiori
La  piazza di flora

Si vuole che il nome della piazza derivi da CAMPUS FLORAE;  e che Flora fosse l'amante di Pompeo Magno, nota a tutta Roma e abitante in questi pressi.

Famosa Albergatrice

All'angolo della piazza con via de' Cappellari sorgeva l'Albergo della Vacca, di proprietà della famosa Vannozza Catanei amante di papa Alessandro VI, cui pare appartenesse anche un'altra locanda, l'Albergo del Leone sito in vicolo Lento, che era stata stranamente esentata dalle gabelle sul vino.
Curiosi anche gli altri nomi degli alberghi e della locande che sorgevano sulla piazza: della Nave, della Luna, della Campana, della Corona, della Croce Bianca, della Scala.

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domenica, giugno 21, 2015

Misteri e segreti di Roma - S. Clemente - quarta parte



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Il culto più misterioso

Circondato da una atmosfera esoterica e pregna. di significati misteriosi, ricco di segreti non mai interamente conosciuti da tutti gli iniziati. il culto di Mitra ottenne nella Roma imperiale, quel successo che era riservato a tutte le cose esotiche, eccentriche e - diremmo oggi - un po' snob.
Le sue cerimonie, severamente riservate agli adepti, si svolgevano in templi sotterranei o semi sotterranei, i mitrei Roma ne conserva tre in ottimo stato ( più i resti di altri in città uno a Ostia),.
Quello di S. Clemente, immerso tra le profonde stratificazioni della duplice chiesa sovrapposta, è il più interessante.
La volta imita, nelle sue scabrosità, quella di una grotta; intorno, scavati nella pietra, sono i sedili per gli astanti; nel mezzo è l'ara singolarissima, con la rappresentazione del sacrificio; Mitra, con l'abito di foggia orientale e il berretto frigio, uccide il toro; il cane morde l'animale sacrificato, il serpente ne lecca il sangue, lo scorpione gli afferra i testicoli. E' tutta una simbologia complessa e in parte ancora oscura. 


                                                                                                              F I N E
















venerdì, giugno 19, 2015

Misteri e segreti di Roma - S. Clemente - terza parte


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Un fiume sotto la chiesa

Sotto la chiesa di S. Clemente c'è la basilica sotterranei; più sotto ancora, molto più sotto, c'è il mitreo; e ancora più in basso c'è il misterioso fiume sotterraneo che ancora fino a pochi anni fa riempiva paurosamente col suo rimbombo le antiche volte. Camminando nel labirinto dei sotterranei, guidati dal frastuono, si finiva per raggiungere una sala in scrosciava  una vera e propria cascata, alta circa un metro; di lì il fiumicello irruente si ingolfava in altre stanze e spariva nel sottosuolo.
Oggi, Dio solo sa perché, questa bellissima sorpresa che la Roma sotterranea ci riservava, è stata irregimentata e costretta in rigorose canalizzazioni; la si vede appena ma se ne sente ancora, benché soffocata, la voce.


                                                                                                 continua...



giovedì, giugno 18, 2015

Misteri e segreti di Roma - S. Clemente - seconda parte


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Comincia la lingua italiana

Teodora è allora ricorsa all'aiuto di Clemente, che si è recato presso lo sfortunato Sisinnio e pregando ne ha ottenuta da Dio la guarigione. Sennonché, riavuta la vista e scorgendo il Santo al fianco della moglie, il geloso lo ha creduto uno stregone che gli abbia che gli avrebbe tolto la vista e udito per avere campo libero con Teodora.
Ecco perché ha ordinato ai familiari di legarlo e lì esorta a tirare, a trascinarlo via.Gosmarius fa eco all'ordine del padrone dicendo al compagno che ha la fune in spalla: Albertel, trai. E Albertellus dice a un terzo compagno: Fàlite dereto colo palo, Carvoncele: "gagliti dietro col palo , Carboncello".
Ma fatti ciechi dall'intervento divino, così come, nuovamente, lo stesso Sisinnio, gli sgherri trascinano stupidamente una colonna - invece del Santo - all'esterno, là dove riaquisteranno la vista.
Il santo commenta: "duritiam cordis vestri, Saxa trahere meruisti" ( La durezza del vostro cuore. Hai meritato di trascinare sassi).
Su un muro vicino un altro bell'affresco rievoca la poetica vicenda di S. Alessio.


                                                                                                                continua...