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lunedì, ottobre 17, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano - quinta parte

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Morti di papa

Cade acconcio ricordare qui alcune morti di papi, in anni non lontani da quello del processo a Formoso.
Nel gennaio dell'882, secondo la Continuatio Ratisbonensis degli Annales  Fuldensee, Giovanni VIII fu ucciso dai parenti: gli diedero veleno, poi, siccome Giovanni tardava a morire, lo uccisero a martellate in testa.
Dopo Formoso, Stefano VI, che ha presieduto il processo al morto, finisce strangolato in una segreta; nel 928 Giovanni X è (secondo alcune fonti) soffocato con un cuscino in Castel Sant'Angelo.


                                                                                                         continua...

sabato, ottobre 15, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano - quarta parte

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Il << Concilio cadaverico >>
 
Il morto dichiarato reo convinto, fu giudicato, il sinodo sottoscrisse il decreto di deposizione, e alla << mummia che sedeva immobile, tutta chiusa nel suo silenzio >>, furono strappati di dosso i vestimenti pontifici e recise le tre dita della mano destra, quelle usate per benedire.
Poi il cadavere fu gettato fuori dall'aula, trascinato per le vie, buttato nel Tevere.
Alcuni pescatori lo rinvennero tempo dopo, quando Stefano era già morto; le acque lo avevano trascinato per venti miglia ma, vuole la leggenda era intatto.
Venne religiosamente riportato al suo sepolcro in San Pietro, e a salutarlo immagini di santi chinarono riverenti la testa.

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venerdì, ottobre 14, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano - terza parte

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                                                                   Sotterranei Basilica


Il << Concilio cadaverico >>
 
La basilica di San Giovanni in Laterano fu danneggiata da un terremoto nel' '896.
Secondo il Gregorovius, crollò l'anno seguente, con probabile grande spavento -- sempre secondo il Gregorovius -- di papa Stefano VI, che poté vedervi un segno dell'ira divina per il sacrilegio processo a papa Formoso.
Salito al soglio, secondo i suoi nemici, per le mene della fazione tedesca, morendo nell ' 896 Formoso aveva avuto per successore appunto Stefano VI, della fazione spoletina, che contendeva alla tedesca il potere in Italia.
L'anno seguente, contro l'odiato Formoso fu bandito un giudizio solenne. << Il morto >> ( lasciamo la parola al Gregorovius ) << fu citato a comparire in persona davanti al tribunale di un sinodo. Il cadavere del papa, strappato alla tomba in cui riposava da otto mesi, fu vestito dei paludamenti pontifici, e deposto sopra un trono nella sala del concilio. L' Avvocato di papa Stefano si alzò, si volse verso quelle mummia orribile, propose le accuse ; e il papa vivente, con furore insano, chiese al morto : " Perché, uomo ambizioso, hai tu usurpato la cattedra apostolica di Roma ?">>.

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giovedì, ottobre 13, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano seconda parte

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Il parto di Nerone e il Laterano

La rana viva e vegeta, fu provveduta d'una nutrice ele furono dati per compagni i figli dei più grandi principi di Roma. Poi il padre felice celebrò una festa invitandovi settantadue re e mandò la figlioletta in giro per Roma, in compagnia della nutrice, su un carro d'argento con le ruote d'oro, tempestato di gemme, tirato da un cervo addomesticato.
Ma ecco che, quando il carro giunge su un ponte, la rana balza nel Tevere e sparisce; Nerone furente manda a morte la nutrice e quindici figli di principi, i padri si ribellano e sconfiggono Nerone, che si fa uccidere da un suo capitano. Dopo di che i principi vincitori costruiscono il Laterano, che trae il nome, come ognun vede, dalla rana lata, cioè portata in seno e partorita, dal defunto imperatore.

                                                                                                               continua...                                                                                                               

Misteri e segreti di Roma Piazza S. Giovanni in Laterano - prima parte

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Il parto di Nerone e il Laterano
 
Narra una leggenda di cui esistono varie redazioni che Nerone, esaurite tutte l' esperienze e dopo aver fra l'altro fatto squarciare il ventre a sua madre per vedere di dove era nato, stuprato la sorella, usato lo stesso trattamento persin'anche al padre, concepì l'inaudito desiderio di ingravidare e partorire. Chiamò dunque settantadue medici e ingiunse loro di provvedere.
I medici cercarono di esimersi, ma gettati in prigione e minacciati di morte trovarono un espediente: gli diedero un beverone contenente una piccola rana, e ottonuti così non solo la libertà ma anche un ricco premio se la batterono.
La rana che cresceva nello stomaco di Nerone non tardò a rivelarsi un'inquilina incomoda, onde l'imperatore ricorse ad altri medici, che posero termine alla gravidanza dandogli un potente emetico.

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lunedì, ottobre 10, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza San Gregorio - seconda parte

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La cortigiana sfrattata

Ma in tempi più severi la cosa fu ritenuta sconveniente : buttati chissà dove i miseri resti , la tomba fu scomposta, poi riutilizzata per ospitare un brav'uomo, il canonico Lelio Guidiccioni, che forse non sarebbe stato molto lusingato da questa fine. Scomparsa è anche l'iscrizione, che diceva nientedimeno: << Imperia Cortisana Romana  / quae digna tanto nomine / rarae inter homines formae specimen dedit >>.

L'ultima cena di San Gregorio

Nella cappella di Santa Barbara (una delle tre cappelle che sorgono su ruderi romani nel piccolo piazzale davanti alla chiesa di San Gregorio Magno) c'è un tavolo di pietra al quale sedevano dodici poveri cui San Gregorio serviva in persona la cena. Si narra che una volta i commensali furono tredici, perché ad essi si era aggiunto un Angelo. Tale leggenda è riportata in due versi incisi sulla tavola marmorea e rievocata dal bell'affresco del Viviani, nella cappella stessa.


                                                                               F I N E

venerdì, ottobre 07, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Gregorio - prima parte

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La terribile inondazione

Nel VI secolo la città venne colpita da una terribile inondazione e si narra che un drago pestifero  apparisse e fomentasse col fiato una disastrosa epidemie.
San Gregorio riuscì sconfiggere il mostro e il 25 aprile di ogni anno venne istituita una processione a ricordo del miracoloso intervento.

La cortigiana sfrattata

Triste la decadenza delle splendide cortigiane del Rinascimento, che in vecchiaia difficilmente potevano conservare sia pure una parvenza del fasto passato. Imperia, la più celebre meretrice dell'epoca, amica di sovrani e artisti morì abbastanza giovane ( a soli 26 anni ) per non conoscere gli estremi oltraggi della decrepitezza. Ma subì, comunque un bell'oltraggio dopo morta.
I suoi più fedeli amanti o i suoi eredi le avevano eretto  - si noti bene, non proprio in una chiesa, ma sotto il portico della medesima, a sinistra entrando  - una bellissima tomba, naturalmente in stile del Rinascimento perché si era nel 1511.

                                                                                            continua...

Misteri e segreti di Roma - Piazza di S. Marcello - seconda parte

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La fine di Cola

All'abside della chiesa di San Marcello, l'8 ottobre 1354, fu appeso il cadavere mutilato di Cola di Rienzo, che assediato in Campidoglio da una folla furibonda, al grido << Moia il traditore che ha fatto la gabella! >>, aveva tentato di fuggire tingendosi di nero la faccia e avvolgendosi la testa in una coperta. Ma, tradito forse da un parente, , Locciolo Pellicciaro, che pare indicasse ai nemici la strada per la quale tentava la fuga , e riconosciuto per i braccialetti d'oro che portava, era stato preso e portato << allo luoco dl Lione >>, cioè presso  il gruppo scultoreo raffigurante un cavallo sbranato da un leone che era allora in Campidoglio sulla scala della Loggia Senatoria e oggi è sempre in Campidoglio ma nel giardino del Museo Nuovo. << Là addutto >>, continua l'anonimo Romano nella sua Vita di Cola di Rienzo, << fu fatto uno silenzio. Nullo homo era ardito toccarlo   . In esso silenzio mosse la faccia, de là et chà guardao. Allhora Cecco dello Viecchio impunio a mano ad uno stuocco e deoli nello ventre... Nullo motto faceva: alla prima morìo, pena non sentìo >>. Più tardi il cadavere fu straziato ed arso. Continua freddamente il cronista: << Là, sul campo dell'Austa  (cioè l'Augusteo) si adunarono tutti li giudei in grande moltitudine; era grasso, ardeva volentieri, fu ridotto in polvere e non ne rimase: cica >>.

Verismo

Nella chiesa di San Marcello, un crocifisso ligneo rappresenta le sofferenze del Cristo con tal verismo da aver fatto nascere la leggenda che per procurarsi un modello lo scultore avesse ferito mortalmente un carbonaio, ritraendone poi l'agonia; opera del secolo XV, il crocifisso fu ritrovato indenne fra le rovine dell'incendio del 1519.

                                                                                                   F I N E

giovedì, ottobre 06, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di S. Marcello - prima parte

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Il papa stalliere e il vescovo donatore di libri
 
La chiesa di S. Marcello sorgerebbe sulle rovine del << Catabulum >>, stazione centrale dei servizi postali, ove Massenzio avrebbe costretto papa Marcello I a fare da stalliere finché il Santo Pontefice non morì di stenti.
All'interno, presso la porta, ci sono i monumenti sepolcrali di Antonio Orso e Giovanni Michiel, nipote e zio. Giovanni Michiel, nipote a sua volta di papa Paolo II, morì di veleno in Castel Sant'Angelo, per ordine di papa Alessandro VI. 
La statua giacente del vescovo Orso Michiel sta sotto a quella dello zio ( opere entrambe del Sansovino ) ed è sorretta da una serie di libri: i monaci di San Marcello vollero in tal modo ricordare la donazione da parte del vescovo al loro convento di 730 codici.

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mercoledì, ottobre 05, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di San Marco - seconda parte

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Madama Lucrezia

Madama Lucrezia si può vedere ancor oggi nell'angolo tra Palazzo e Palazzetto Venezia; è un busto muliebre di proporzioni colossali e dal viso sfigurato rappresentante forse l'imperatrice Faustina, ma dai romani creduto il ritratto di Lucrezia d' Alagno, favorita di Alfonso d' Aragona.
Una curiosa tradizione voleva che qualunque passante si inchinasse a Madama Lucrezia; ed era rispettata da tutti i romani. Una banda di monelli che stazionava in permanenza nei si incaricava di farla rispettare agli ignari forestieri, con varia astuzie: ad esempio, gettando dinnanzi ai loro piedi una moneta che essi si affrettavano a raccogliere, ma che al momento giusto spariva, perché legata a un filo; oppure facendo loro cadere, con ben assestati colpi di fionda, il cappello.

                                                                                                      F I N E

martedì, ottobre 04, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di San Marco - prima parte

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L'acqua miracolosa

Nel portico della chiesa di San Marco, posta entro palazzo Venezia, ma con facciata propria che guarda il Vittoriano, c'è una vera da pozzo risalente al Medioevo, e recane una singolare iscrizione: un prete Giovanni non meglio conosciuto invita i fedeli a bere l'acqua contenuta  nel pozzo e maledice per l'eternità chi osasse farne commercio.
Nel portico si può vedere murata la lapide tombale di << Vanotia Cathana >>, o Vannozza Catanei.

Il ballo dei guitti e Madonna Lucrezia

Il ballo dei guitti, cioè degli spiantati, si svolgeva, nella prima metà del secolo scorso, il primo di maggio; vi partecipavano belle ragazze e bulletti, ma anche gobbi, storpi, sciancati, vecchi, con grande spasso della popolazione.
Aveva per teatro piazzetta San Marco e vi soprintendeva Madama Lucrezia una delle << delle staue parlanti >>, che per l'occasione veniva inghirlandata di agli, cipolle, carote e nastri di tutti colori

                                                                                                            continua...

domenica, ottobre 02, 2016

Misteri e segreti di Roma - Via San Marco - seconda parte

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Monumenti che camminano

Il palazzetto sorgeva nell'attuale Piazza Venezia per far posto (ahinoi) al monumento di Vittorio Emanuele II, fu deciso il suo spostamento, previo smontaggio accurato, con numerazione di ogni pezzo, e ricomposizione dov'è tuttora. Ma naturalmente il palazzetto, come tutti i monumenti << ricomposti >>, ha perduto la sua patina di antichità e quasi tutto il suo fascino.
Un particolare curioso: quando si decise lo smembramento del palazzetto, un ingegnere milanese (il solito milanese di turno) piombò a Roma e propose un'idea ardita: spostare tutto intero il palazzetto, senza scomposizioni e smontaggi. Fu trattato da pazzo; e si vendicò, per così dire, pochi anni dopo, spostando con grande audacia tecnica, anch'esso tutto intero, il Campidoglio di una città americana.


                                                                                                F I N E

venerdì, settembre 30, 2016

Misteri e segreti di Roma - Via S. Marco - prima parte

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Monumenti che camminano

In nessuna città al mondo, quest'è certo, i monumenti camminano come a Roma.Si spostano, cioè, da un luogo all'altro della città, inquieti come se avessero una vita propria. Ci sono fontane, statue, monumenti che hanno cambiato residenza cinque o sei volte, e certo finiranno per cambiarla ancora. Persino monumenti di grandi proporzioni, come la fontana, anzi il fontanone di Ponte Sisto, sono trasmigrati da un quartiere all'altro.
Ma l'esempio più straordinario è il palazzetto Venezia, un << affare >> di rispettabili 45-50 metri di lato con un grande cortile a portici.

                                                                                              continua...

mercoledì, settembre 28, 2016

Misteri e segreti di Roma - Via Santa Maria dell'anima - seconda parte

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Mentre quanti hanno comprato per moneta sonante cariche pontifice maledicono la cattiva sorte, mentre l'Aretino, che si è battuto per l'elezione di un alro cardinale, se la dà a gambe, Adriano arriva nella città eterna con un povero bagaglio e una governante, subito ribattezzata << sacratissima religiosa lavandaia >>; e per prima cosa rimprovera alcuni cardinali che sono andati a ricervelo in abiti civili ; poi rifiuta un arco di trionfo, dicendo che è roba da pagani.
Nel suo breve pontificato, non diventa più popolare: Gode fama di avaro, non si sa quanta meritata perché il suo predecessore Leone X ha lasciato le finanze vaticane in uno stato disastroso; in ogni caso fa sospendere importanti lavori e, abolisce le feste tanto care ai romani.

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lunedì, settembre 26, 2016

Misteri e segreti di Roma - Via Santa Maria dell'Anima - parte prima

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Nella chiesa di Santa Maria dell'Anima ( che era la chiesa dei tedeschi e degli olandesi ), nel presbiterio, a destra dell'altare maggiore, è sepolto l'ultimo pontefice straniero: Adriano VI Florenz di Utrecht.
Di origine modeste (era figlio di un calafato, ed era stato aio di Carlo V), sinceramente religioso, Adriano sconvolse i romani, che gli dimostrarono fin dal principio la più feroce antipatia. Uscendo dal conclave che lo aveva eletto il 9 maggio 1522, i cardinali (che se ne venivano, ci dice un contemporaneo, con volti squallidi, attoniti e quasi tutti discontenti e già pentiti di quello che avevano fatto) furono accolti con fischi, grida, insulti. Chi voleva arrostirli, chi bollirli a lesso, chi metterli in gelatina; mentre Marforio, conversando con Pasquino, proponeva di passarli per le picche e aggiungeva:
                                       Né sarieno anche eguali
                                       le pene al metro, ma bisogneria
                                       trargli in Ispagna coll'artiglieria:
                                       canaglia brutta e ria,
                                       ch'ha fatto un papa senza saper come, 
                                       fiammingo, mai non visto e senza nome.

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domenica, settembre 25, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Maria Maggiore - quinta parte

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I Savoia puniti

A Santa Maria Maggiore andavano a messa i Savoia, ai quali, colpevoli dell'annessione di Roma all'Italia, era negato di sentir messa in Quirinale. Inoltre il sacrestano del Capitolo, monsignor Ricci, non voleva saperne di mettere cuscini rossi sul loro inginocchiatoio: i reali dovevano mandare avanti un staffiere, che disponeva ai lori posti cuscini portati da casa.


Le campagne parlanti

A saperle intendere, certe campane di Roma parlano.
La campana di Santa Maria Maggiore, per esempio, annuncia: Avemo fatto li faciòli, avemo fatto li faciòli!
Quella di San Giovanni in Laterano replica domandando: Con che? con che? con che?
La campanella di Santa Croce in Gerusalemme risponde: Co' le codichelle, co' le codichelle, co' le codichelle!
Puccini sfruttò abilmente i vari suoni delle campane di Roma (riprodotti nelle loro reali intonazioni) nel preludio al 3° atto della Tosca.

                                                                                       F I N E

sabato, settembre 24, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Maria Maggiore - quarta parte


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Odissea di un ambasciatore
 
Sulla parete sinistra del Battistero di Santa Maria Maggiore c'è il busto di Antonio Emanuele Funta, detto il Nigrita, che in vita fu ambasciatore del Congo presso il Papa.
Nel 1604 il Funta partì dal Congo con un messaggio di Alvarez II, re congolese, in cui il gran personaggio pregava papa Paolo V di inviare nella sua terra dei missionari per convertire il suo popolo.
Mail povero Nigrita durante il viaggio fu aggredito dai pirati e, giunto a stento in Ispagna, vi dovette restare, quasi privo di mezzi, per tre anni. Finalmente nel 1607 arrivò dopo grandi tribolamenti a Roma, dove il Papa gli preparò grandi accoglienze: ma ancora una volta il fato si accanì contro l'ambasciatore che morì il giorno prima dei festeggiamenti.
Il busto eretto in suo onore è assai bizzarro: per il volto fu usata pietra nera, su cui risaltano occhi bianchissimi.

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venerdì, settembre 23, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Maria Maggiore - terza parte

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Le aveva trovate
 
Nella Cappella Sistina della chiesa di Santa Maggiore è sepolto Sisto V, famoso papa di terribile di energia, protagonista di infiniti annedoti. Una delle storie, o storielle, più famose vuole che, quando era ancora cardinale Perretti, il futuro Sisto si comportasse come un vecchio malandato, già con un piede  nelle tomba: per dare ai colleghi cardinali l'idea che, se fosse stato eletto papa, sarebbe stato un papa di corta durata. Eletto al soglio, appena saputo la notizia buttò via le grucce solitamente a cui si appoggiava, si raddrizzò, secondo qualche versione persino sputò verso il soffitto.
E a un tale che mostrava stupirsi di quell'improvviso e imprevedibile mutamento, spiegò che non c'era nulla di strano: sin allora era andato in giro curvo perché cercava in terra le chiavi di Sa. Pietro; ma adesso le aveva trovate.

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mercoledì, settembre 21, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Maria Maggiore - seconda parte

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Una reliquia che intenerisce
 
Fra le molte reliquie che la basilica custodisce c'è anche la mangiatoia in cui venne deposto Gesù Bambino.
Intorno ad essa, nel '200, o nei primissimi anni del '300 fiorì un mirabile Presepio, il primo che si conservi, opera di Arnolfo di Cambiolo; è nella cripta della Cappella

L'oro d'America
 
Il soffito a cassettoni della chiesa di Santa Maria Maggiore, attribuito a Giuliano da Sangallo, reca lo stamma gentilizio di Allesandro VI Borgia: un bue. Secondo la tradizione, il soffitto venne dorato con il primo quantitativo d0oro giunto dalle Americhe.
L'arma potente
 
In un cortiletto annesso alla basilica di Santa Maria Maggiore -- ma visibile anche dall'esterno -- sorge la colonna voluta da papa Clemente VIII a celebrazione e ricordo della convrsione al cattolicesimo di Enrico IV di Francia.
La croce marmorea  con le braccia coronate dai gigli francesi poggia su un capiello e su una colonna di marmo rosa: questa colonna riprodruce esattamente la forma di un cannone dell'epoca (1595) e reca inciso << in hoc signovinces . Ci si domanda ancor oggi se papa Clemente intendesse riferir la famosa scritta alla croce o al cannone riprodotto dalla colonna.

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