Traduttore

lunedì, giugno 30, 2014

Misteri e segreti di Roma


                                                                                                                                              

Palazzetto Zuccari                                                                                                     Ingresso

Via Gregoriana
Bocche di mostri
Bocche spalancate in grandi facce mostruose incornicianola porta e le finestre del palazzetto al n. 30 di Via Gregoriana, costruito alla fine del '500 da Federico Zuccari. In questo edificio si svologono alcune scene  del Piacere di D'annunzio.
Di questa casa, che doveva essere una specie di documento e sintesi del credo artistico dello Zuccari, e che l'artista voleva lasciare all' Accademia Romana di cui fu promotore, si parlò molto a Roma.
L'ambasciatore d' Urbino  scriveva al suo duca: " Il Federico Zuccaro s'è imbarcato in un suo capriccio poetico, il quale sarà facilmente la rovina dei suoi figlioli, essendosi posto a fabbricare un Palazzotto senza un proposito al mondo, in un sito stravangantissimo che in pittura potrebbe riuscire una bella cosa, et gli assorbisce facilmente quanto fin qua ha fatto di capitale, oltre l'haverlo disviato quasi in tutto dalla sua professione.."
Le previsioni dell' ambasciatore dovevano rivelarsi giuste: lo Zuccari finì prima i soldi che la casa (della quale non vide mai finiti i solai del piano più alto e i tetti) e morendo lasciò solo debiti ai figlioli, i quali furono quindi costretti ad affittare prima e poi vendere la casa di Via Gregoriana.

venerdì, giugno 27, 2014

Misteri e segreti di Roma


                                                                            





           Vicolo delle Ceste  -  Casa di Stefano Porcari



Papa Niccolò V


Vicolo delle Ceste
il Catilina della Roma Papale
Al numero 25 della via, sopra un portone quattrocentesco, c'è lo stamma ( un cinghiale su otto sbarre incrociate ) della famiglia Porcari, che si vantava di discendere da Marco Porcio Catone.
Stefano Porcari nel 1453 volle restaurare la Repubblica Romana e cacciare dalla città i Papi. Con 300 uomini raggiunse Roma dove l'attendeva suo nipote Niccolò Gallo, anche lui congiurato. La congiura venne scoperta da papa Niccolò V e tutti quanti i congiuraticaddero nelle sue mani.Processati e condannati, furono impiccati il 9 gennaio 1453 in Castel Sant'Angelo.
Per questa sua impresa Stefano Porcari venne chiamato " il Catilina della Roma Ppale ".
Ma il popolo romano non apprezzò la strage dei congiurati. Bellissima e tragica la pasquinata che si riferisce:
" Da quando è Niccolò papa e assassino abbonda a Roma il sangue e scarso è il vino ".