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giovedì, dicembre 31, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Montecitorio - quarta parte


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 Una gigantesca Meridiana
L'Obelisco che oggi si trova in piazza Montecitorio fu prima in Campo Marzio, dove fu posto al suo arrivo a Roma dall'egiziana Eliopoli. In Campo Marzio, funse da gnomone di un'immensa meridiana, larga circa centodieci metri da est a ovest e sessanta in direzione nord.
A quanto sappiamo da Plinio, dopo una trentina d'anni la meridiana non funzionava più: o s'era spostato il terreno o (scriveva Plinio) forse il sole aveva mutato corso oppure la terra si era spostata dal suo centro.  
                                                            
                                                                                        F I N E
                                          

mercoledì, dicembre 30, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Montecitorio - terza parte


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 La colonna e la pasquinata          
 
Era, Zabaglia, il miglio capomastro di Roma. 
Ma l'impresa fu invece abbandonata. Benedetto trovò base e colonna sulla piazza, trasportò la prima nel  cortile della Pigna ai Palazzi Vaticani, dov'è ancora, e lasciò la colonna. Al tempo di Pio VI, questa fu segata in lastre e usata per i restauri all'obelisco di Psammetìco, già in Campo  Marzio, trasferito allora in piazza Montecitorio.
 
                                                                                              continua...               

martedì, dicembre 29, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Montecitorio - seconda parte

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 La colonna e la pasquinata

Col passare dei secoli, la collina di Montecitorio andò accrescendosi di tanto da seppellir, in piedi, un' imponente colonna di granito rosso con alle basi bassorilievi commemoranti la apoteosi di Antonino e di sua moglie Faustina.
Clemente XI la fece disseppellire e volle rizzarla sulla piazza di Montecitorio: ne incaricò Carlo Fontana, che però non ebbe molto successo nell'impresa. Tanto per cominciare, pare che il blocco si incrinasse; e qualcuno ci scrisse su a carbone: <<Trinum et unum>>.
Più in la, si decise di istituire una gara per la concessione del lavoro in appalto, e Pasquino appese alla gabbia di legno del monumento questa scritta: 

                                      Levatemi dal culo tanta canaglia,
                                      Chi vuol ch'io vada al desiato luogo
                                      Faccia venir da me mastro Zabaglia.

                                                                                                     continua...
  


lunedì, dicembre 28, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Montecitorio - prima parte


                                                         P.zza Montecitorio   (Parlamento)         

Collina fasulla
 
La collina di Montecitorio è artificiale, inizialmente costituita secondo taluno dai ruderi di un anfiteatro fatto costruire da Statilio Tauro, generale di Augusto, e distrutto nell'incendio di Nerone; mentre secondo altri l'origine della collina andrebbe cercata nell'accumularsi della terra estratta per far poso alla colonna di Marco Aurelio e ad latri monumenti circostanti.
Il nome dato al rialzo nel Medio Evo e fino al secolo X, Mons acceptorius e volgarmente Monteacceptoro, deriverebbe dall'accettare, dal ricevere, tali sterri.
Secondo altri << monte accetorio >> deriverebbe da << ab acceptandis suffragiis >>, e designerebbe il luogo ove si riunivano a votare le centurie.
                                               
                                                                                          continua...
 
       

domenica, dicembre 27, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via Monserrato - terza parte


   
 
 
Tomba dei papi Borgia        
 
Nella prima cappella destra della chiesa di Santa Maria in Monserrato, chiesa nazionale spagnola, sono sepolte insieme , confuse, le ossa dei due papi di casa Borgia, Callisto III e suo nipote Alessandro VI.
Trasportati nei sottorreani di San Piero, i resti dei due pontefici vi furono dimenticati e dovettero aspettare il 1881 per trovare questa definitiva sistemazione.
Nelle Grotte Vaticane rimane ancora il coperchio del sarcofago di Callisto, resto del monumento erettoli dal nipote in Santa Maria delle Febbri, una chiesina che occupava l'area su cui sorge oggi l'abside della Basilica di San Pietro. Altri resti delle originaria tombe smembrate sono conservati nella chiesa di S. Onofrio al Gianicolo.
 
                                                                                      F I N E                    

sabato, dicembre 26, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via Monserrato - seconda parte

   
      
 
 
 
    
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                             Chiesa S. Maria in Monserrato 


La testa di Monsignor Montoya
 
Quando fu inaugurato il bellissimo busto di Monsignor Montoya -- in una sala annessa  a Santa Maria di Monserrato-- opera del Bernini, l'intera porta pontificia convenne a vederlo, guidata da Urbano VIII. 
Il papa osservò a lungo il busto e poi esclamò, battendovi sopra una mano: << Questo è il vero Monsignor Montoya >>, poi battendo la mano sulla zucca pelata del monsignor presente, continuò: << E questo non è altro che il ritratto di Monsignor Montoya >>.

                                                                                             continua...
 
 
 
                      

venerdì, dicembre 25, 2015

Misteri e segreti di Roma - Via Monserrato - prima parte


                                                  Via Monserrato - Via del Pellegrino             
 
 
Una strana mescolanza    
 
Secondo un'abitudine strana altrove, ma normalissima a Roma (si pensi anche a Via Giulia), qui sorgevano fianco a fianco, in bizzarra mescolanza, case nobiliari, palazzi di ambasciatori, abitazioni di prostitute (infime oppure di lusso) e prigioni: le orride carceri di Corte Savella, superate in buio oscurantismo solo da quello di Tor di Nona e demolite dal saggio Innocenzo X nel 1647. Vi furono, come << ospiti d'onore d'onore >>, Beatrice Cenci e la matrigna Lucrezia Petroni.
Una nota graziosa e curiosa è data dal gruppo che dà nome alla via, posto sulla porta di S. Maria: la Vergine col bambino che sega la roccia (ha proprio una sega da falegname in mano), allusione al nome del famoso Santuario di Montserrat, monte segato.

                                                                                      continua...
 
 
 
 
 
 
                            

giovedì, dicembre 24, 2015

                                             


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mercoledì, dicembre 23, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza della Minerva - quinta parte


      
 
Elefante irriverente         
 
L'elefantino è uno dei monumenti più popolari di Roma, dove lo si chiama comunemente << il pulcin della Minerva>>. Ma non è che quel << pulcin>> si riferisca al figlio della chioccia e alluda per traslato alla piccololezza dell'animale. E' in realtà semplicemente una corruzione di << porcin >> piccolo sporco. Nel '600 e nel '700 il monumento è infatti ricordato come << il porcin della Minerva >>. E infatti il simpatico elefante, non stante la spropositatissima proboscide, sembra più un grasso maialotto che un pachiderma.
La complicata iscrizione, che, in parole povere, ricorda come sia necessaria una robusta mente per sostenere una solida sapienza, fu dettata personalmente da Urbano VIII.
 
                                                                                   F I N E
 
                

martedì, dicembre 22, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza della Minerva - quarta parte


     
 Elefante irriverente
 
L'elefante che il Bernini pose a sostenere l'obelisco egizio nel centro della piazza  ispirò nel Seicento un distico latino molto irriverente al poeta satirico Quinto Settano (nom de plume di Monsignor Sergardi).
L'elefante volta le spalle all'ex convento domenicano della Minerva. Appunto come complimento ai domenicani, Quinto Settano concepì i due versi
 
                      Vertit terga Elephas, versaque proboscide clamat 
             Kiriaci fratres hic ego vos habeo
così tradotti:
             Col tergo volto l'elefante, e colla 
             Proboscide rivolta gridar pure:
             Io v'ho, frati del Kirie, in quell'affare.
 
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lunedì, dicembre 21, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza della Minerva - terza parte


              
 
Il pontificato più breve        
 
Nella quinta cappella della navata destra della chiesa di Santa Maria sopra la Minerva dorme l' ultimo sonno Urbano VII ( Giovanni Battista Castagna ), il papa che <> meno: dal 15 al 25 settembre 1590. Lo stroncò, prima ancora dell' incoronazione, il grande flagello di Roma, la malaria. Urbano VII non ignorava il pericolo, e avrebbe dovuto trasferirsi al più presto dal Vaticano almeno insalubre Quirinale; prima dell'incoronazione, la malaria lo raggiunse prima della tentata fuga.
Urbano VII fu uno dei tre papi succeduti al terribile Sisto V; tutti e tre occuparono il soglio per brevissimo tempo.

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Misteri e segreti di Roma - Piazza della Minerva - seconda parte


            
Perizoma e stivaletto 
 
Il Cristo risorto  di Michelangelo, nel presbitero di Santa Maria sopra Minerva, era in origine completamente nudo. Un alto dignitario ecclesiastico, per ragioni intuibili, gli fece mettere il perizoma di bronzo dorato che porta tuttora.
Quando poi si vide che i fedeli cominciavano a baciargli il piede, si temette che glielo consumassero (cosa effettivamente accaduta a molte, statue); perciò gli fu messo il calzare, anch'esso di bronzo dorato. 

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domenica, dicembre 20, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza della Minerva - prima parte


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L' Obelisco di Neith 

La chiesa di Santa Maria sopra Minerva deve il nome al fatto di essere stata fondata, nel secolo VIII, sui resti del tempio che Domiziano aveva fatto erigere in onore di Minerva.
Per un curioso gioco del caso, l' Obelisco davanti alla chiesa ( che è il piccolo di Roma ), proveniente dall'Egitto, era stato per quasi VII secoli davanti a un tempio di quella che si può considerare la Minerva egizia, la saggia dea Neith.

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sabato, dicembre 19, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza Mattei - quarta parte

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 Una fontana in una notte

La mattina seguente invitò al palazzo il futuro suocero e la futura moglie, aprì una finestra e disse: << vedete che cosa può fare uno sciagurato come me >> In questo modo riebbe la mano della ragazza, e in memoria del fatto murò la finestra, perché nessuno più vi si affacciasse.
Gli casco il naso

 Autore della fontana delle tartarughe è Taddeo Landini. Di lui racconta il Baglioni che fu colto da <<  così fino, e terribile mal francese >> che gli cascò il naso.

 Miracolosa ricostruzione
 
La fontane delle tartarughe venne durante il periodo bellico privata delle preziose sculture,per evitare che qualche bombardamento le riducesse in briciole. 
Quando si trattò di ricostruirla ci si accorse che mancavano proprio le quattro tartarughe: vennero, per miracolo s'intende, ritrovate nel negozietto di un robivecchi.

                                                                                              F I N E
                            

giovedì, dicembre 17, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza Mattei - terza parte


                                  
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Una fontana in una notte          
 
Sulla facciata di uno dei palazzi Mattei si può vedere una finestra murata. Ed ecco come la tradizione spiega questa stranezza:
Uno dei duchi Mattei, vissuto nel seicento, era un giocatore così arrabbiato che una notte si giocò tutto quel che possedeva; e perse.
Quando lo seppe, il futuro suocero gli mandò a dire che si cercasse un' altra moglie:sua figlia, uno sciagurato come lui non l'avrebbe avuta più.
Il Duca, furente per l'insulto, volle far capire all'altro che anche senza soldi lui restava un grande e potente signore, capace di ottenere ciò che voleva; e in una sola notte si fece fare proprio davanti a casa la deliziosa Fontana delle Tartarughe ( così chiamata per le quattro tartarughe che si appoggiano al bordo della vasca, ivi sorrette da quattro giovinetti nudi a loro volta poggianti su quattro delfini).

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mercoledì, dicembre 16, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza Mattei - seconda parte


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                             Stemma e famiglia Mattei  
 
 
 
 
 
 
Un matrimonio finito male       
 
La famiglia Mattei, o meglio i vari fratelli, erano in quel tempo in disaccordo, e per portare la pace tra di essi, il più severo, Curzio, concesse la mano della figlia Olimpia al fratello Piero, senza però dare un soldo di dote. 
Durante il banchetto che fece seguito alle nozze di un altro fratello, Alessandro, di punto in bianco l'archibugio e freddò lo sposo. Ne conseguì un grande scontro nella quale persero la vita molto persone. Alessandro riuscì a fuggire e si portò in zona sicura attendendo il figlio.
Questi lo raggiunse in compagnia di un manigoldo al loro servizio che informò Alessandro di avere anche ucciso anche l'altro fratello, Curzio, il padre della sposa.
Incollerito Alessandro prese per il collo il sicario e lo fece precipitare nel Tevere. 

                                                                     
                                                                                                          continua...