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venerdì, agosto 29, 2014

Giuseppe Gioachino Belli

                                                                                   Sonetto


La riliggione vera
 
Cuante mai riliggione sce sò state
Da sì che mmonno è mmonno, e cce ponn 'èsse                            
Cristiani mii, sò ttutte bbuggiarate
Da nun dajje un cuadrin de callalesse
Tutte ste freggne, com'ha detto er frate,
S'annavenoa ffà fotte da se stesse
Cuann'anche Iddio n l'avesse fregate
Co 'na radisce che sse chiama Ajjesse

Noi soli semo li credenti veri,
Perché ccredemo ar Papa, e 'r Papa poi
Sce spiega tutto chiaro, in du' misteri.

L'avvanti er Turco, l'avvanti er Giudio
Un'antra riliggione com'e nnoi
Da potesse maggnà Ddomminiddio

12 gennaio 1833

Gioacchino Belli

                                                                         Sonetto

 


Er padre de li santi


  Er cazzo se po di' radica, ucello,
Cicio, nerbo, tortore, pennarolo,
Pezzo-de-carne, manico, cetrolo,
Asperge, cucuzzola e stennarello.

Cavicchio, canaletto e chiavistello,
Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
Attaccapanni, moccolo, bruggnolo,
Inguilla, torciorello e manganello.

Zeppa e batocco, cavola e tturaccio,
E maritozzo, e cannella, e ppipino,
E ssalame, e ssarciccia, e ssanguinaccio.

Poi scafa, canocchiale, arma, bambino.
Poi torzo, crescimmano, catenaccio,
Minnola, e mi'-fratello-piccinino.

E tte lascio perzino,
Ch'er mi' dottore lo chiama cotale,
Fallo, asta, verga e membro naturale.

Quer vecchio de spezziale
Dice Priapo; e la su' moje pene,
Segno per dio che nun je torna bene.



Giuseppe Gioachino Belli, Roma, 6 dicembre 1832

giovedì, agosto 28, 2014

Misteri e segreti di Roma





















   Piazza S. Francesco D' Assisi (Patrono d'Italia)


Piazza S. Francesco d'Assisi
Una sorpresa a San Francesco
Nel convento di S. Francesco a Ripa si trova la cella che ospitò S. San Francesco d'Assisi nei suoi soggiorni romani.Il ritratto del Santo che vi si ammira è uno dei più fedeli e autentici.
Tutta una parete è occupata da un gran mobile barocco a colonnine e specchi, che a prima vista non niente di straordinario. Ma un fraticello si appresta a girare una manovella. Ho, meraviglia, le colonnine ruotano su se stesse, gli specchi lignei scompaiono alla vista; e, automaticamente, in tre secondi tutto il mobile si trasforma in un enorme reliquario, lavorato come un ninnolo e fragile di cristalli.

mercoledì, agosto 27, 2014

Misteri e segreti di Roma






                

Via S. Dorotea                                                  Chiesa S. Dorotea                                         Interno

Via S. Dorotea
La bella Fornarina

Al numero 20 della via, la casa detta della Fornarina sarebbe apprtenuta alla famosa amante di Raffaello, da lui raffigurata, pare, nella Donna velata agli Uffizi di Firenze e certamente nel bellissimo quadro oggi alla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini.
La Fornarina si chiamava Margherita, figlia di Francesco Luzi detto il Fornaro,e il forno si trovava nelle sottostanti botteghe.
Ma qualcuno ha voluto sostenere assurdamente che la Fornarina non impastasse né vendesse pane, bensì fosse una mondana di gran classe, Beatrice detta la Ferrarese, operante negli stessi anni di una Beatrice Spagnola con la quale andò spesso confusa. Aveva un seguitodi giovani nobili, mentre la Spagnola era preferita dagli ecclesiastici.
Beatrice Ferrarese morì vecchia e sifilitica. Non era stata previdente, e quando gli anni e la malattia le consumarono l'unico patrimonio, la bellezza, dovette campar la vita affittando stanze, lavando, cucinando, facendo la mezzana, finchè non la chiusero in ospedale.
Le si atribuiscono questi versi dedicati alle compagne ancora in attività:
                                                                     O matrema Nonvole, o Lorenzina
                                                                     O Angela, o Cecilia, o Beatrice, 
                                                                     Sia vostro esmpio ormai questa meschina



              
 La bella Fornarina 
                                                                                                                                        Raffaello



Misteri e segreti di Roma


 Piazza di S. Apollonia


Piazza di S. Apollonia
Refugium peccatorum 

Nel convento di S. Apollonia fu rinchiusa d'autorità Lorenza moglie di Cagliostro, benché - a quanto pare - fosse stata la sua stessa denuncia a permettere l'arresto del marito. Sembra che così Lorenza volesse ribellarsi allo stato di soggezione e semi-prigionia in cui la teneva lo strano marito. Ma cascò dalla padella nella brace, perché "quel rigido convento di S. Apollonia in Trastevere non era prigione solo perché di prigione non aveva il nome".
Lo stesso convento, due secoli e mezzo prima, aveva ricoverato, dopo un'esistenza certamente ricca di alti e bassi, la Fornarina, amante di Raffaello.


martedì, agosto 26, 2014

Misteri e segreti di Roma














  Piazza S. Apollinare                                                                                          Basilica S. Apollinare


Via S. Apollinare    
L'unico papa in casa privata    

Nella cappella di Palazzo Altemps, in cui abitò il cardinale Hohenems che giunto a Roma cambiò il nome in quello appunto  di Altemps, sotto l'altare, è sepolto  il corpo di Sant'Aniceto, il papa martirizzato al tempo di Marco Aurelio, ritrovato nel 1602 nelle catacombe di San Callisto.
S. Aniceto è l'unico papa sepolto in una casa privata: il suo corpo fu donato da papa Clemente VIII al cardinale Altemps perché questi (che era anche un suo lontano parente) si era adoperato per la sua elezione.

domenica, agosto 24, 2014

Misteri e segreti di roma

                                Via S. Angelo in Peschiera


Via S. Angelo in Peschiera
I misteriosi sotterranei del ghetto

Le case che circondano l'antico tracciato del Ghetto ( eche sono, oggi in prevalenza, abitate da israeliti, che si sono per così dire espansi dopo la distruzione del loro recinto, ma senza abbandonare i luoghi ai quali, in fondo erano affezionati) sovrastano misteriosi e com plicatissimi sotteraeni.
I più interessanti sono quelli delle case prospicienti via S: Angelo in Peschiera; vi si scende a lume di candela e si scoprono muraglie antichissime e grandiose colonne, probabilmente derivanti dal vicino Portico d'Ottavia.

 Chiesa S. Angelo in Peschiera                                                                          Portico d'Ottavia




     






                        Ghetto ebraico