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lunedì, febbraio 29, 2016

Misteri e segreti di Roma - Palatino - prima parte


                                                     
                                                            Palatino


Tre capanne dell'età di Romolo


Scavi compiuti sul Palatino hanno messo in luce nel 1948 i fondi di tre capanne, con sette buche larghe poco più di quaranta centimetri e profonde quarantacinque che servirono ad accogliere i pali di sostegno del tetto ( uno al centro e sei sul perimetro ), frammenti di utensili casalinghi anneriti dal fuoco, cenere, carbonella, avanzi di cucina consistenti in pezzi di ossa d'animali. 
Frammenti d' argilla secca con impronte di rami dimostrarono che i tetti erano stati fati con argilla appunto, rami e stoppie.
L'importanza del ritrovamento sta nel fatto che queste capanne risalgono alla metà dell' VIII secolo avanti Cristo; dimostrano dunque valida per lo meno la data tradizionalmente assegnata alla fondazione di Roma, 753  avanti Cristo, fino a non molto tempo fa contestata insieme a tutta la << leggenda >> relativa alla fondazione della città eterna.

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giovedì, febbraio 25, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - diciannovesima parte



Astuzia di cicerone


A proposito di questa piazza come -- con varianti -- di molti altri luoghi al mondo, si narrava la storiella del turista straniero deciso a non lasciarsi mettere in soggezione.Condotto im giro da una guida, davanti a tutti i più straordinari monumenti lo straniero dice che al suo paese ce ne sono di eguali o migliori.
Rimane senza fiato solo quando il cicerone, condottolo in un'osteria da un'entrata posteriore, senza pronunciare una parola lo fai poi uscir su piazza Navona, e la domansa del compagno, finalmente colpito: << Questo cos'è? >> risponde indifferente : << Il cortile dell'osteria >>


                                                                                                F I N E

mercoledì, febbraio 24, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - diciottesima


                                     

                                       



Il lago di piazza Navona


E' noto che in certi periodi del passato ( dal 1653 al 1676, dal 1703 alla metà circa del secolo XIX), piazza Navona, allora con fondo concavo, veniva allagata tutti i sabati d'agosto. L'allagamento si compiva in due ore e si prolungava fino all'una di notte della domenica seguente.
Vi accorreva tutta Roma, e vi entravano sguazzando  pedoni  e carrozze, tavolta foggiate a gondola.
Vittime erano qualche volta i cavalli, che facilmente cadevano e se non venivano rialzati in tempo annegavano.       

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lunedì, febbraio 22, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - diciasettesima parte


Triste fine di Gaetano
 
 
Alla somma di denaro che costituiva in origine il premio, si sostituì poi la facoltà di chiedere, a piacere, un impiego o una grazia.
In occasione della visita di un imperatore, non si sa più esattamente se d'Austria o di Russia, la corsa fu vinta da un ragazzetto di sette anni, Gaetano Ragazzini, che in premio chiese la liberazione del padre, condannato per omicidio alla galera.
Gaetano, cresciuto, fu cocchiere in case signorili, e finì tristemente una cominciata in modo così sfolgorante, morendo, non si sa se di passione o di malattia, per una donna.
Il suo ricordo si perpetuò a lungo in una canzone popolare di cui si sono tramandati almeno i quattro primi versi:
                               
                                                  Ora so' giunto a mòrere
                                                   Lo monno m'à stufato,
                                                   Per una ' ngrata femmena
                                                   Io moro appassionato.

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sabato, febbraio 20, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - sedicesima parte



                
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Triste fine di Gaetano


Il nome << Navona  >> deriva notoriomente, per corruzione, dagli agoni, dai giochi che si tenevano nel circo di Domiziano, di cui la piazza attuale occupa il posto conservandone forma, dimensioni e resti ( nell'atrio della casa al numero 49 ).
Distrutto il circo, anche la piazza fu quasi in continuazione sede di giochi.
Per la prima volta nel 1810, per l'onomastico di Napoleone I, e di poi per decenni sopratutto in occasione di visite di sovrani stranieri, si svolsero qui corse di cavalli. Vi partecipavano tre squadre di quatto o sei di cavalli, montati da fantini vestiti in fogge romane; le tre squadre, contraddistinte da diversi colori, giravano tre volte la piazza; poi si svolgeva la corsa dei vincitori.

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venerdì, febbraio 19, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - quindicesima parte


                    
 
I << ricordini >> degli alleati 
 
 
Dopo la liberazione di Roma gli americani cominciarono a setacciare la città per trovare dei ricordini da riportare a casa quando se ne sarebbero andati: e così tra le altre cose portarono via anche le dita delle statue dei Fiumi nella fontana di piazza Navona ed altri frammenti della stessa fontana, tra cui parte della coda del << Serpente di mare >>.

Vendetta d'artista
 
 
Nel truce viso dell'etiope che dà nome alla Fontana del Moro del Bernini, autore del bozzetto, avrebbe ritratto un cardinale non abbastanza benevolo nei suoi confronti.
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giovedì, febbraio 18, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - quattordicesima parte


                  
 
Uno scherzo del Bernini 
 
 
Il giorno dell'inagurazione della grande fontana, tutto era pronto e immensa attesa. Assiti e tele ricoprivano il tutto e lo celavano ad occhi indiscreti. 
Avanza il corteo pontificio, guidato da Innocenzo X, ad un cenno del Bernini cadone le tele e il capolavoro compare.
E un geniale << ohhh! >> di meraviglia. Ma c'è qualcosa che delude il Papa e i suoi, tanto più per certe voci messe in giro dai borrominiani, rivali del Bernini, ma non vuole umiliarlo, rinfacciandogli il difetto dell'opera. Finalmente decide di andarsene, volta le spalle ala fontana... e in quella il Bernini fa un nuovo segnale, una leva viene abbassata e da tutte le bocche scroscia limpidissima e abbondante l'acqua. Innocenzo si volta, ammirato e soddisfatto, e commenta: << Cavalier Bernini, con questa vostra piacevolezza ci avete accresciuto 10 anni di vita >>. 
In realtà ne campò ancora s' e no quattro.


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martedì, febbraio 16, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - tredicesima parte


                  
 
 
 
Miracolosamente i capelli 
 
 
Nel luogo in cui sorge la chiesa di Sant ' Agnese in Agone, una pia leggenda vuole che la Santa fosse posta completamente ignuda  alla gogna, per volontà di un personaggio imperiale al cui capriccio si era rifiutata di cedere ( a questa vicenda allude il nome di Agnese., derivato da aghnè = agnello: il vero nome della santa fanciulla è ignoto ). 
Alla gogna, per proteggere il suo pudore, miracolosamente  i capelli le si sciolsero e tutta la coprirono.
Nella chiesa si conserva il piccolo teschio della santa, donato da Pio X nel 1908, e che il pontefice pose con le sue mani nell'artistico reliquario donato dal cardinale Rampolla.
 
 
                                                                                                  continua... 

domenica, febbraio 14, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - dodicesima parte


                
Le bestie sulla fontana          
Una straordinaria popolazione di animali - realmente esistenti di fantasia - anima la fontana del Bernini.
E' divertente scoprirli fra le rocce e le finte piante. Sono sette, più i tre più piccoli dello stemma ( i delfineti e la colomba pamphiliana ), e precisamente: il cavallo, il serpente di terra, il serpente di mare, il delfino (che serve, oltre che da ornamento, da inghiottitoio delle acque ), il coccodrillo o mostro loricato, il leone, il dragone. Non tutti si scoprono facilmente: il dragone,  spruzzato spruzzato dall'acqua calcarea di Roma, è diventato quasi una stalattite, ma ancora spalanca paurosamente le fauci; il serpente di terra - che nelle vecchie incisioni a colori è sempre raffigurato di color verde - è nascosto lassù in alto, ai piedi dell'obelisco.
Ancora maggiore appare l'abilità del Bernini nell'imitazione delle piante, abbarbicate con estrema naturalezza alle rocce.


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mercoledì, febbraio 10, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - undicesima parte

Gian Lorenzo Bernini, piazza Navona, Fontana dei quattro fiumi, il Danubio (clicca per la spiegazione)

                
I fiumi e Sant'Agnese    


La fontana di Fiumi ha davanti la chiesa di Sant'Agnese in Agone, opera del Borromini. Siccome fra i due famosi artisti del Seicento non correvano rapporti amichevoli, la tradizione popolare crede di riconoscere nei gesti delle statue dei fiumi assisi sulla scogliera della fontana gesti di orrore, deprecazioni, spavento, in direzione della chiesa: il Rio della Plata sporge una mano verso la facciata di Sant'Agnese quasi a scongiurarla terrorizzato: Sta' su!  (e la statua della Santa, alla base del campanile di destra tiene la mano sul petto assicurando che, fede sua, l'edificio non crollerà ); il Nilo si copre la testa per non vedere quel che il Borromini ha potuto combinare. In realtà questo gesto allude al mistero delle sorgenti del fiume, allora ignote.
Il fatto che la chiesa sia stata costruita due anni dopo la fontana toglie ogni valore alla leggenda, ancora ostinatamente ripetuta da tutti i << ciceroni  >>.
                                                                                     
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martedì, febbraio 09, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - decima parte


                                                     
 
Ma l'obelisco c'è ancora 
 
 
La notizia radunò subito una folla, e non tardò a giungere all'orecchio del Bernini, che accorso sul posto legò con senso dell'umorismo l' obelisco alla base con quattro cordicelle fragilissime, che assicurò ad altrettanti chiodini piantati nei muri esterni delle case circostanti.
Si racconta anche che poi, passando per Piazza Navona, solesse abbassare le tende della portantina: chi dice per modestia, chi per fingere scherzosamente timore che l'obelisco crollasse.
Disegno o caso, sopra la portantina, ai quattro angoli del cielo, aveva fato mettere in luoghi di pomi quattro teste grottesche, da lui stesso modellate nel metallo, beffardamente sogghignanti.


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domenica, febbraio 07, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - nona parte


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Ma l'obelisco c'è ancora 
 
 
L'obelisco - imitazione d'obelisco egizio eseguita al tempo di Domiziano, e tratto dal circo di Massenzio sulla Via Appia - che il Bernini rizzò sulla scogliera della Fontana dei Fiumi sembra sfidare, come fanno notare le guide, le leggi della sfatica.
I rivali contemporanei di Gian Lorenzo credettero, o finsero di credere, che sarebbero stale le leggi della statica a uscir vittoriose dalla sfida, e un giorno sparsero la voce che l'obelisco stava per crollare.


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mercoledì, febbraio 03, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - ottava parte


                                    
 
 Astuzia del Bernini 
 
 
Vederlo e invaghirsene fu tutt' uno per Innocenzo X; che soltanto - parsimonioso com'era  - nel farlo eseguire sostituì il marmo al più costoso bronzo in cui pare, il Bernini progettava di gettare di gettare gli stemmi e i colossi.
Tornato in auge, il Bernini interruppe il gruppo statuario del Tempo  e della Verità: rimasero la Verità soltanto ( oggi alla Galleria Borghese ), e dietro di lei un panneggio per metà sollevato in aria, senza nessuna mano a sorreggerlo.

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martedì, febbraio 02, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - settima parte








Astuzia del Bernini


Riferita al pontefice, la battuta contribuì a rendergli inviso il Bernini.
Caduto in disgrazia a vantaggio del rivale Borromini, Gian Lorenzo si consolò cominciando a modellare un gruppo che rappresentava il Tempo che scopre la Verità.
Ma nel frattempo il marito di una nipote di Innicenzo X, il principe Nicolò Ludovisi, convinse l'artista a preparare un modello per la fonte che il papa progettava in piazza Navona, e quando fu pronto lo fece portate a palazzo Pamphilj e mentre in una stanza di dove il papa, in una delle sue visite a Donna Olimpia, sarebbe certamente passato.


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lunedì, febbraio 01, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza Navona - sesta parte

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Astuzia del Bernini


Sul monumento funebre di Urbano VIII Barberini - situato a destra della tribuna  di San Pietro -  il Bernini sparse le api dello stemma barberiano, subentrate ai primitivi tafani dopo che la famiglia fu cresciuta in fortuna.
A Urbano VIII era succeduto Innocenzo X, un Pamphilj, membro di una famiglia ferocemente rivale, e al Bernini fu chiesto se quelle api sparse qua e là volessero simboleggiare la dispersione dei Barberini, fuggiti in Francia all'avvento del nemico.
Il Bernini rispose con un'altra domanda: << Non sapete che a un suono di campanaccio le api disperse tornano a riunirsi ? << ; e per campanaccio intendeva il campanone di Campidoglio, suonato per annunciare la morte di un papa, e alludeva alla possibilità che una prossima scampanata per Innocenzo X richiamasse i parenti del predeccesore.


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