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venerdì, ottobre 09, 2015

Misteri e segreti di Roma - Castel Sant'Angelo - quinta parte


 
Gli orrori del Sammalo          
 
Lo stesso Cellini, cole s'è detto, sperimentò di persona le delizie di queste prigioni.
Rinchiuso in un primo tempo in una delle celle per < ospiti d'onore >, veramente decenti ed ariose perché situate al piano del cortile, pensò bene di evadere; e la sua è forse la più romanzesca evasione che si ricordi. Si calò dall'alto del muraglione, cadendo all'ulimoe rompendosi una gamba; nonostante il dolore, riuscì a continuare la fuga e si trascinò in casa di amici.
Ma, ritrovato, fu riportato in Castello ficcato in una delle celle quadrate senza più alcuna possibilità di evasione. Lì si consolò disegnando sul muro, col carboncino, un Cristo Risorto ( di cui si scorgono tuttora vaghe tracce), in attesa di una liberazione che, per sua fortuna, non doveva tardare.
 
                                                                                                 continua...
 
                                       

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