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mercoledì, aprile 15, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - settima parte

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Ebrei a predica
Nella chiesa di Sant'Angelo in Peschiera come pure in quella vicina di S. Gregorio si riunivano il sabato gli ebrei romani, obbligati per legge ad ascoltare in quel giorno la predica di un sacerdote cattolico.Gli ascoltavano con aria serafica e imperturbabile le parole tonanti e gli anatemi contro "il popolo decida" proferiti dal prete.

Infatti si tappavano accuratamente le orecchie con della cera e quindi non sentivano praticamente una parola. Così almeno vuole la tradizione: certo, non risulta mai che uno, un solo ebreo sia stato convertito da queste prediche (l'unico caso di conversione certamente noto, quello dell'ebreo Assolenne, avvenne in Santo Andrea delle Fratte, e fu clamorosamente propagandato).

La casa ricomparsa

La casa trecentesca oggi sede della ripartizione Antichità delle Belle Arti del Comune di Roma  tornò alla luce solo nel 1926, in seguito alle opere di demolizione e di scavo che intendevano liberare il Teatro Marcello dalle costruzioni che col tempo gli si erano accumulate attorno.


                                                                                                                Fine

martedì, aprile 14, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - sesta parte

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Un pesce che fece molta strada

E' rimasta famosa la vicenda d'una magnifica testa d'ombrina che un anno sui primi del '500 i Conservatori si videro arrivare in Campidoglio, e ossequiosi mandarano al Cardinale Riario. Il Riario si sentì in obbligo di farne omaggio al corpulentissimo cardinale Sanseverino, il Sanseverino la fece portare, su un piatto d'oro , a Agostino Chigi, Agostino Chigi la rispedì, incoronata di fiori, alla sua bella Imperia, Imperia, finalmente, la mangiò ma non da sola, bensì in compagnia di un famoso ghiottone e bello spirito, il vecchio Tito Tamasio, ben accetto nelle miglio case di Roma ma a lei sconosciuto, che aveva inseguito il pesce fin dal principio del suo viaggio e che seppe presentarsi alla giovane con tanta grazia da ottenere subito il privilegio di sedere alla sua tavola.

lunedì, aprile 13, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - quinta parte



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                    2012


Porta Pia   
Le anime del Purgatorio e una camicia da notte maschile      


"Fotografia di impronta lasciata dalla defunta signora Leleux sulla manica della camicia di suo figlio Giuseppe nella sua apparizione nella notte del 21 giugno 1789 a Wodecq-Mos (Belgio).
"Secondo il racconto del figlio, la madre, che era morta da ventisette anni, gli apparve la notte del 21 giugno 1789 dopo che per undici notti di seguito egli aveva inteso rumori (che lo avevano spaventato e reso quasi malato), ricordandogli obblighi di sante Messe, come da legato paterno, rimproverandogli la vita dissipata e pregandolo di cambiare condotta e di lavorare per la Chiesa.
"Quindi pose una mano sulla camicia lasciando un'impronta visibilissima. Giuseppe Leleux si convertì, fondò una congregazione di pii laici e morì in odore di santità il 19 aprile 1825".

Le anime del Purgatorio e la berretta da notte    


"Apparizione nel 1875 di Luisa Le Sénéchal nata Chanviers, morta il 7 maggio 1873, a suo marito Luigi Le Sénéchal nella sua casa di Ducey (Manche: Francia) per chiedergli preghiere e lasciandogli come segno l'impronta di dicono i buongustai) la parte più prelibata, ed era utilizzata per zuppe. Ogni contravvenzione alla norma comportava una multa di ben dieci fiorini d'oro.

                                                                                                     continua...






domenica, aprile 12, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - quarta parte

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Porta Pia 
Le anime del Purgatorio e il libro tedesco di preghiere

"Impronta di fuoco che lasciò il defunto Giuseppe Schitz toccando con l'estremità delle dita della mano destra il libro di preghiere in lingua tedesca di suo fratello Giorgio, il 21 dicembre  1838 a Stralbe (Lorena). Il defunto chiedeva preghiere di suffragio per riparare alla sua poca pietà in vita".

Le anime del Purgatorio e lo zinale di Suor Margherita
"Grande facsimile fotografico (l'originale si conserva a Vinnenberg) di una impronta di fuoco lasciata il sabato 13 ottobre 1696 sullo zinale di Suor Margherita Maria Herendorps, religiosa conversa del monastero benedettino di Vinnenberg presso Warendorf (Westphalia), dalla mano della defunta suor Chiara Scholers, religiosa corista del medesimo ordine, morta di peste nel 1637.
"nel basso della fotografia c'è l'impronta di fuoco lasciata dalla stessa suora sopra una striscia di tela".


                                                                                                          continua...


venerdì, aprile 10, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - terza parte

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Piazzale di Porta Pia
Le anime del Purgatorio e l'Imitazione di Cristo

" Impronta di fuoco lasciata su un libro di Margherita Demmerlé della parrocchia Ellingen, nella diocesi di Metz, dalla suocera apparsale trenta anni dopo la morte; 1814/15. "La defunta appariva in costume del paese come pellegrina, scendeva dalle scala di casa al granaio, gemeva e guardava con tristezza la nuora, quasi per chiederle qualcosa. Infatti Margherita Demmerlé, consigliata dal parroco,le rivolse un giorno la parola ed ebbe questa risposta: "Sono la tua suocera morta di parto trent'anni fa, va in pellegrinaggio al Suantario di Nostra Signoradi Marienhal e fa celebrare due sante messe per me".
"Dopo il pellegrinaggio appare nuovamente la defunta per annunziare a Margherita la sua liberazione dal Purgatorio; e ad essa, che sempre per consiglio del parroco domandava un segno, lascia gemendo e posando la mano sul libro (L'Imitazione di Cristo) il segno delle bruciature. Poi tutta luminosa, sparisce per sempre".

                                                                                                             continua...

mercoledì, aprile 08, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - seconda parte

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Le anime del Purgatorio e la federa del cuscino

Impronte di fuoco di un dito lasciato dalla pia Suor Maria di San Luigi Gonzaga, apparsa a suor Margherita del Sacro Cuore la notte fra il 5 e il 6 giugno 1894.
La relazione è conservata nell'archivio del Monastero di Santa Chiara del Bambin Gesù di Bastia (Perugia) e racconta la suddetta suor Maria di San Luigi Gonzaga, soffrendo da circa due anni di petto, con forti febbri, tossi e asma, fosse presa da scoraggiamnto e quindi dal desiderio di morire subito, per non più soffrire.Però, essendo molto fervorosa, a una esortazione della sua superiore si rimise con calma alla volontà di Dio. Alcuni giorni dopo, la mattina del 5 giugno 1894, santamente spirò.
"Apparve a suor Margherita del Sacro Cuore la notte tra il 5 r6 giugno, vestita da clarissa, circondata da ombre ma riconoscibile, e alla meraviglia di questa rispose di trovarsi in Purgatorio, dove doveva rimanere venti dì per espiare il suo moto di impazienza alla volntà d'Iddio.Chiese pregherei e per attestare la sua reale apparizione posò l'indice sulla federa del cuscino e promise di tornare.
"Riapparve alla medesima suora il 20 e il 25 giugno dello stesso anno per ringraziare e dare avvisi spirituali alla comunità, prima di volarsene al cielo".


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                                                                                                         continua...                               

martedì, aprile 07, 2015

I grandi eventi

Il 6/4 alle ore  16,25 è nato Alberto - kg.3,5 - cm. 51. Siamo tutti felicissimi.

lunedì, aprile 06, 2015

Misteri e segreti di Roma - Porta Pia - prima parte

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Piazzale di Porta Pia
Alludono

L'arco di Porta Pia, fato costruire da Pio IV dei Medici di Milano, è ornato ai lati e al centro di tre bassorilievi con un motivo di patene cinte da una stola. La tradizione vi riconosce un bacile, contente addirittura un pezzo di sapone, e un asciugamano con frangia: allusione all'arte dei cerusici e barbieri, dai quali sivoleva che discendesse dalla famiglia di Pio IV.
La trovata maligna, non gradita al Papa, sarebbe secondo alcuni nata dalla mente di Michelangelo, che progettò la porta nell'ultimo anno della sua vita.

Intervento miracoloso

Nel 1885 papa Pio IX rimase miracolosamente incolume nel crollo di una stanza del monastero di Sant'Agnese in Via Nomentana e si convinse che a salvarlo erano intervenuti i santi Agnese e Alessandro, per cui fece collocare le loro statue in due nicchie nell'arco di Pota Pia
Danneggiate nei giorni della  (1870) vennero ricollegate al loro posto solo nel 1929, ma; un'altra, della mano destra, sulla manica della tonaca: e ancora si possono esaminare dopo circa duecento anni le bruciature secondo la pressione dei rilievi della mano; la quarta e la medesima impressione che oltrepassando la tonaca ha avvampato in maniera distinta la tela della manica della camicia della suora, coperta di macchie di sangue.
"La relazione del fatto è data dal padre Isidoro Gazale del Santissimo Crocifisso, confessore della venerabile, cui ordinò per obbedienza di tagliare i pezzi della tonaca, della camicia e della tavoletta perché gli fossero consegnati e quindi  conservati".

                                                                                                       continua...

giovedì, aprile 02, 2015

Misteri e segreti di Roma - Portico di Ottavia - terza parte

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 Ultimo e speciale supplizio

In piazza del Popolo, il 23 gennaio 1826, si eseguì l'ultima mazzolatura semplice, cioè senza  aggiunta dello squarto. Il suppliziato era Giuseppe Franconi, reo di aver ucciso per rapina un ecclesiastico. Dal 12 ottobre 1816 a Roma era rientrata in uso la ghigliottina (già usata dal tempo dei francesi, fra 1810 e il 1813): per il Franconi si tornò alla più vecchia e ben più penosa forma di supplizio probabilmente perché il delitto era stato da lui compiuto a spese non d'un civile ma d'un ecclesiastico, persona sacra.

                                                                                                                  F I N E
                                                                                           

             

mercoledì, aprile 01, 2015

Misteri e segreti di Roma - Portico d'Ottavia - seconda parte

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Il mercato del pesce        

Accanto alla chiesa di Sant'Angelo in Peschiera, nel cosiddetto Foro Piscatorio, si tenne per secoli il mercato del pesce.


Dove finivano le teste dei pesci

 All'ingresso della chiesa di San'Angelo in Peschiera, sulla destra, una lapide informa che tutti i pesci che avessero superato la lunghezza della lapide stessa dovevano essere decapitati "fino alle prime pinne incluse" (useque ad primas pinnas inclusive) e le teste date ai Conservatori in Campidoglio. "Le teste dei storioni". La lapide, come l'altra del Campidoglio, misura metri 1,13.
La testa del pesce era considerata ( a ragione, tante preghiere?" rispose Targhini. " Sono uomo ancor io, e ben mi sento commosso da queste, ma null'altro però operano su di me, che son risoluto a morire". E poco prima la mannaia gli troncasse il collo, gridò: "Popolo io moro senza delitti, ma moro Massone e Carbonaro!".
Montanari invece accolse i tentativi dei confratelli con decisa ostilità: il suo ultimo saluto al mondo fu una serie di ingiurie ai confortatori di San Giovanni Decollato e a quanti gli erano d'intorno.