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giovedì, dicembre 30, 2010





CONOSCERE ROMA - Piazza Navona



- SANT'AGNESE IN AGONE - - - All'entrata della cripta assolutamente da vedere sia a causa della deliziosa

- opera dell'Algardi che si trova, sia per le particolarità antiche che vi si osservano, è scritto: INGRESSA AGNES - HUNC TURPITUDINIS LOCUM ANGELUM DOMINI PREPARATUM INVENIT - Questi sotterranei erano un tempo il - terrapieno della città. Si può giudicare dall'innalzamento attuale dai gradini che si scendono per arrivarci. Erano - qui i lupinari, o luoghi pubblici di dissolutezza, che circondavano il circo il cui sito è oggi occupato da Piazza - Navona. Tutta la chiesa sorge su questo antico luogo profano. Là la giovane Agnese fu mandata dal prefetto di Roma perchè vi fosse violata. Quelle giovani vergini cristiane attribuivano una tale importanza al pudore, e la sregolatezza di costumi era giunta a tal grado in quel popolo, che sembrava che la loro temeraria voluttà s'accrescesse del barbarico piacere di strappare a quelle giovani vittime ciò che consideravano più prezioso. Agnese è condotta in quel luogo d'orrore dai soldati della guardia pretoriana, e le si ordina di abbandonarsi senza resistenza al primo che la vorrà. Il nipote del pretore, che ha appena visto la giovane e gentile creatura, si precipita nel luogo dove è appena stata chiusa e esige brutalmente favori che, lo sa, non gli potranno essere rifiutati... Ma, o miracolo! ed è certo il caso di compirne uno quando si tratta di conversare intatta una vergine, il giovane trova alla porta un angelo che lo ferma e lo fa morire sul colpo. Tuttavia la vergine, che sempre s'interessa ai giovanotti intraprendenti, e ne ha le suo buone ragioni , lo resuscita. Ma Agnese è conservata intatta e il delitto non si compie.Tutta questa bella favola si spiegherebbe molto meglio, mi sembra confessando semplicemente che il giovane, sfinito dai piaceri che aveva appena gustato con la giovane santa, appena uscita dall'infanzia e di affascinente bellezza, svenne di debolezza uscendodalle sue braccia e tornò alla vita dopo ore d'angoscia. Comun que sia, il sacrestano di Sant'Agnese, accompagnandovi nel sotterraneo, non manca di farvi vedere il punto preciso in cui l'angelo fermò il giovanotto. Quando al luogo in cui la santa fu tenuta prigioniera, la tradizione di questo fatto apparendo più verosimile, lo si esamina con maggiore interesse. E' una di quelle stesse volte dove le cortigiane avevano l'obbligo di rimanere nei giorni in cui si davano spettacoli al circo. Vi stavano nude, una lampada fissata al pavimento illuminava le loro attrattive, nella luce più adatta a farle valere. Queste piccole stanze, tutte pressochè uguali, potevano superare dodici o quindici piedi quadrati. Sembra che il fondo formasse una picchia nicchia o cul-de-lampe, dove senza era il trono dei piaceri. Alcune avevano colonne che sostenevano la volta. Se ne vedono due nel locale dove la bella Agnese persè l'onore, ora trasfomate in cappella dove di tanto in tanto si celebrano messe per il riposo della sua verginità...All'altare del primo sotterraneo in cui si scende prima di arrivare a questi, v'è un bassorilievo dell'Algardi, rappresentante la giovane santa condotta dai soldati in questo luogo di vizio. E' fanciuòlla di tredici, quindici anni al più, con un visino delizioso. Il pudore che l'artista ha saputo rendere col cesello la colora e l'imbellisce anche più. E' nuda, coperta dai bei capelli che, vuole la leggenda le crebbero miracolosamente in quel momento per salvare le sue tenere e pudiche attrattive dalla vergogna di essere viste da occhi tanto profani. Tutta questa deliziosa composizione ha la più grande delicatezza, peccato solo che sè ne possono giudicare le bellezze alla luce soltanto h'una fiaccola. Quest'opera divina sarebbe fatta per essere esposta alla luce viva del giorno e credo che, situata com'è sotto gli occhi del sacerdote che celebra la messa su quell'altar, non possa non volgere un pò troppoa vantaggiodella santa idee che, in un sacrificio tanto sacra, è delittuoso distrarre dal dito a cui quel sacrificio è offerto.Perdendo di vista gli oggetti sacri, che in questo luogo si mescolano ai profani, e soffermandosi un pò più su questi ultimi, non si può fare a meno di rammentare le orge di Messalina, che senza dubbio, in queste stanze veniva, secondo Giovenale, a placare la sua fame senza saziarasi: ET LASSATA VIRIS NON DOMA SATIATA REGESTI. Da qui senza dubbio faceva uscire la cortigiana Lisisca per sostituirla e sfidare alle battaglie di Venere Roma intera. Ma abbandoniamo qui, signora contessa, riflessioni troppo audaci per la vostra delicatezza benchè non abbastanza ampie, lo confesso, per il calore della mia fantasia! La facciata della chiesa di Sant'Agnese, ricca quanto gradevole, è come la cupola e la sacrestia, su disegno del Borromini.

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