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venerdì, maggio 20, 2016

Misteri e segreti di Roma - Via Zanardelli - terza parte

                                     
 
 
 Per scudi sette e quaranta baiocchi 
 
 
Un disegno di Pinelli intitolato << La tragedia della balia >>, conservato nella sala XII del Museo napoleonico, ha per tema un fatto di sangue avvenuto nel palazzo di via Condotti che, appertenuto prima a Luciano Bonaparte, Gerolamo, ex-re di Vestfalia.
Gerolamo - che si era mezzo dissestato mettendo in pratica una sua teoria secondo la quale la dignità dei Bonaparte non consentiva loro di abitare in case d'affitto, e così aveva comprato e riattato palazzi e ville in mezza Europa - arrivò a Roma con un figlio lattante, chiamato Napoleone come il grande zio, e una balia balcanica che rimase subito incinta. Gliene dovettero quindi trovare un'altra, e fu la diciottenne Teresa Chimenti.
Fu Teresa la balia della tragedia: una sera scomparve, per essere ritrovata di lì a poche ore, quando il piccolo Napoleone ebbe fame e le ricerche si fecero pressanti, in una stanza dov'era chiusa col marito venticiquenne Vincenzo.
I due giacevano immersi nel loro sangue: con un coltello ora abbandonato sul pavimento Vincenzo aveva tagliato la gola a Teresa e poi ucciso se stesso piantandoselo nel cuore.
Un biglietto di sua mano, intriso di sangue, spiegava il gesto come dovuto all'indiscussa certezza che la moglie si fosse << fatta togliere l'onore da Gerolamo Bonaparte, per una vile moneta di scudi sette e quaranta baiocchi >>.


                                                                                            F I N E

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