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mercoledì, giugno 17, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza S: Clemente - prima parte


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Piazza S. Clemente
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Uno dei primi documenti del volgare italiano giunti fino a noi è un'iscrizione in un affresco della fine del secolo XI riportato alla luce nella basilica inferiore di San Clemente, e la cui ultima frase pittorescamente suona: Fili de le pute, traite: " Figli di p..... tirate".
Dice questa frase Sisinnio, amico dell'imperatore Domiziano, che si vede sulla destra della scena, in abito togato, la mano alzata. Affresco è iscrizione illustrano un episodio della vita di San Clemente, papa dal 90-91 al 100 dopo Cristo: Clemente ha convertito dalla moglie di Sisinnio, Teodora, traendola a proponimenti di castità; Ssinnio, non a torto furente, ha voluto vederci chiaro e ha seguito la moglie in chiesa per appurare che cosa vada a farci così spesso. Ma in chiesa è diventato sordo e cieco, e a stento i familiari lo hanno riportato a casa.


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mercoledì, giugno 10, 2015

Misteri e segreti di Roma - SS. Apostoli - quinta parte

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Medico menagramo

Clemente XIV Ganganelli, il cui monumento funebre, opera del Canova, si trova in fondo alla navata sinistra della chiesa dei SS. Apostoli, aveva detto morendo:
                                                           " Passo all'eternità, e so io il perché "
Queste parole abbastanza misteriose, insieme al fatto che il cadavere andò in disfacimento più in fretta di quanto sembrasse normale, suggerirono il sospetto di veleno: sospetto che peraltro l'archiatra pontificio monsignor Salicetti, previo esame delle viscere dell'illustre defunto, dichiarò infondato.
Qualche mese dopo, moriva l'ex ministro di Clemente XIV, cardinale de Solis, anche lui anche affidato alle cure del Salicetti.
Son cose che capitano a tutti i medici, ma Pasquino si allarmò, e lo disse con distico latino che tradotto suona:
                                                 E' Ganganelli andato, de Solis lo seguì prima dell'anno
                                                 Con Salicetti allato, creperem, creperete, creperanno.

                                                                                                              
                                                                                                                F I N E
                                                                           
                                                                        

martedì, giugno 09, 2015

Misteri e segreti di Roma - SS. Apostoli - quarta parte

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                                                                          Palazzo Colonna


 Palazzo tremante

Un tempo i romani dicevano che la vigilia della festa di San Pietro e Paolo palazzo Colonna tremava, nel momento in cui il papa scomunicava il re di Napoli.
Tale scomunica era dovuta al fatto che nel 1788, con Domenico Caracciolo, il regno di Napoli aveva interrotto l'usanza, risalente al tempo di Carlo d'Angiò, di presentare al pontefice il dono di un cavallo bianco, o chinea.
Bisogna però dire che, eliminato il cavallo, i napoletani continuavano a versare un censo annuo di  8.000 once d'oro (ne furono esentati solo nel 1855, sotto Ferdinando II, in cambio di un versamento di 10.000 scudi per il monumento dell'Immacolata).
Bisogna dire anche che la scomunica era di brevissima durata, e il re di Napoli era subito riammesso in seno alla Chiesa; la formula pronunciata dal pontefice era infatti: "Ti maledico e ti benedico". Ma ne sentire quel "ti maledico" il palazzo, appartenente al principe Colonna, conestabile del regno di Napoli, era scocco da un tremito di spavento.

Ricorda la tradizione un sonetto del Belli:
                    Scommunica, per Cristo e la Madonna, 
                    E tremeranno tutti, tale e quale
                    Ch'er palazzo der principe Colonna.

                                                                                                         continua...
                 

lunedì, giugno 08, 2015

Misteri e segreti di Roma - SS. Apostoli - terza parte

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Le paure di Rabelais            

Il du Bellay s'era infatti chinato al rituale bacio del piede di Sua Santità, con un gesto invitando il protetto ad imitarlo. Ma il Rabaeais diede un passo indietro, osservando che se un gran personaggio come il cardinale baciava un piede del papa, che cosa mai non avrebbe dovuto baciare lui, ch'era tanto da meno? Appena dette quelle parole, inorridì delle loro implicazioni e della propria sconsiderata audacia, corse fuori dalla sala e dal palazzo, balzò sula primo cavallo trovato sulla sua strada e fuggì al galoppo, sotto una pioggia torrenziale, gridando a chi lo esortava a mettersi al riparo che preferiva bagnarsi come un pulcino all'essere bruciato vivo.


                                                                                                                     continua... 

sabato, giugno 06, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza SS. Apostoli - seconda parte

                               



Le paure di Rabelais     

Il 23 marzo 1549 si svolse in questa piazza una "sciomachia" organizzata  da Rabelais (a Roma al seguito del cardinale du Bellay) per festeggiare la nascita di Luigi d' Orléans  figlio di Enrico II.
Clou della festa, che ebbe grande successo, furono una corrida di quattro tori, fuochi d'artificio lodati per la originalità, e un banchetto sontuoso che ebbe inizio con la comparsa magnifiche portate di cera, però subito sostituite da altrettanto magnifiche vivande commestibili.
 Rabelais era al suo secondo soggiorno in Roma: vi era stato la prima volta nel 1534, sempre al seguito del cardinale du Bellay, con il quale era sceso all'Osteria dell'Orso.
Si racconta che durante quel primo soggiorno, costretto a accompagnare il suo protettore a un'udienza in Vaticano, ne fuggisse di lì a poco precipitosamente, spaventato delle possibili conseguenze d'una propria frase.

                                                                                                        continua...       

giovedì, giugno 04, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza SS. Apostoli - prima parte

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Piazza dei SS. Apostoli
Strane usanze                        

Nella chiesa dei Santi Apostoli si svolgevano nei secoli andati, il 1° maggio festa dei titolari, cose agli occhi nostri abbastanza strane per una chiesa.
Dalle finestre del palazzo accosto, rispondenti all'interno del tempio, si gettavano alla folla, che si azzuffava per accaparrarseli, volatili commestibili (vivi) e leccornie; dal soffitto si calava con una fune un maiale: ed erano salti per afferrarlo, mentre dall'alto scrosciava sugli scalmanati, senza preavviso, una doccia d'acqua fredda.
Alla festa presenziò nel 1523 Clemente VII:


                                                                                                                    continua...        

venerdì, maggio 29, 2015

Misteri e segreti di Roma - S. Agostino - seconda parte

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 Un rifugio per il pittore maledetto

Si racconta - me è leggenda, del resto in parte giustificata dalla folle - che nella chiesa di S. Agostino il Caravaggio trovasse asilo quando dovette fuggire la giustizia per aver ucciso con un colpo di mazza, in Piazza Navona, il padre d'una sedotta. In ricompensa dell'ospitalità offerta, avrebbe poi dipinto il magnifico quadro della cappella sinistra, la " Madonna dei Pellegrini ".

  La santa e le altre

Nella chiesa di Sant'Agostino, dove si trova la tomba di Santa Monica, madre del Santo titolare, trovarono estremo riposo alcune notissime etere d'età rinascimentale, dalla Fiammetta che fu amica di Cesare Borgia a Giulia Campana con le figlie Penelope e Tullia d'Aragona.
                                                                                                                       F I N E
 
      


                                      

giovedì, maggio 28, 2015

Misteri e segreti di Roma - Piazza S. Agostino - prima parte

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Piazza S. Agostino
La più venerata

Una tradizione popolare vuole che la statua della Madonna del parto, opera del Sansovino conservata nella chiesa di S. Agostino sia invece d'origine romana e rappresenti Agrippina con in braccio il piccolo Nerone.
C'ò non le ha impedito di diventare una delle Madonne più venerate di Roma, come dimostra la strabocchevole quantità di ex voto e doni recati dai romani, convinti che a lei Dio le dia "tutte vinte".
Il Belli così la descrive:

         Tra du' spajère de grazzie dipinte
          se ne sta a sede co Gesù bambino,
          co li su' bravi orloggi ar borzellino,
          e catene , e scioccaje, e anelli e cinte.
          De brillanti e de perle, eh cià l'apparto:
          tiè vezzi, smaniji, e tiè collana:
          e de diademi ce n'ha er terzo e r' quarto
Ma tanta sovrabbondanza di ori  e gemme non piace al Belli, che così severamente, conclude:
           Inzomma, accusì ricca e accusì ciana,
           quella povera Vergine der Parto
           nun è più una Madonna: è una puttana.


                                                                                                       continua...
           












       



giovedì, maggio 21, 2015

Misteri e segreti di Roma - Quirinale - terza parte

                                           


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 Un Savoia a Roma

Parecchi anni prima che i Savoia s'installassero al Quirinale, venne ad abitarvi e a morirvi nei pressi un re di Sardegna. Si tratta di Carlo Emanuele IV di Savoia che, fattosi gesuita dopo aver abdicato al trono, fu ospite fino alla morte (1819) nella casa dell'Ordine annessa alla chiesa di S. Andrea al Quirinale. Il suo monumento si può oggi vedere nell'andito della chiesa.

Per i comodi del Kaiser

Sul fianco del Quirinale, in questa via che doveva essere un tempo, tra le più belle di Roma, sorgevano, oltre le chiese di S: Andrea e di S. Carlino, tuttora esistenti, altre due chiese antiche, una delle quali dedicata a S. Maria Maddalena, con due conventi annessi; tutto questo, con una mentalità e un rispetto per le memorie antiche, ahinoi, tipicamente italiani, fu spazzato via in un momento, in occasione della visita ufficiale del Kaiser Guglielmo II alla fine del secolo scorso; si volle, infatti, realizzare in gran fretta un "ameno giardinetto" perché gli augusti occhi dell'illustre ospite potessero in esso ricrearsi.
                                                                                                                         F I N E




Misteri e segreti di Roma - Quirinale - seconda parte

                                                      


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La prima e l'ultima

San Carlino è la prima e al tempo stesso l'ultima chiesa del Borromini; fu infatti inziata dal maestro in età molto giovanile, mentre la facciata, che fu conclusa soltanto 30 anni dopo, fu lasciata interrotta per la tragica morte dell'autore.

Tormento e bizzarria del Borromini

Innamorato fino alla follia della sua arte (e solo della sua arte), Borromini curava, studiava, eseguiva ogni minimo particolare accessorio. 
Il solo castelletto di ferro del pozzo di S. Carlino fu nervosamente disegnato 11 o 12 volte, sempre più assottigliato, essenziale, dinamico; l'ultima volta, sul foglio,  il segno si fa più marcato e deciso, e il Borromini segnò accanto la sua scelta con l'unica parola "questo".
Il bellissimo disegno è conservato all'Albertina di Vienna, e il castelletto gli corrisponde esattamente (ma è purtroppo mutilo.
Una delle tante bizzarria del Borromini si nota nella balaustra del chiostrino i cui pilastri sono alternativamente "uno da piedi e uno da capo", come si dice a Roma, cioè uno dritto e uno rovesciato.