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lunedì, marzo 14, 2016

Misteri e segreti Roma - Piazza Pasquino - seconda parte


 
 
 Pasquino
 
Il Carafa o qualcosa del suo seguito, cominciarono affiggere  Pasquino dei versi; di qui poi il cardinale prese lo spunto per una cerimonia annua, che si svolgeva il 25 aprile, ricorrenza di San Marco. In quel giorno il torso veniva travestito  da divinità classica o da personaggio antico, e vi si affiggevano innumerevoli epigrammi latini, alludenti al travestimento, che dopo essere rimasti esposti fino a notte venivano raccolti e pubblicati in opuscoli.
Questi primi componimenti erano accademici e adulatori. Ma poi cominciarono a sostituirvisi < polizze>
 di contenuti satirico, in seguito quasi esclusivamente in italiano o in romanesco: le cosidette pasquinate, ben presto messe in bocca a Pasquino stesso, che prendevano di mira persone o istituzioni pubbliche (il papa, la curia) o costumi, ma a volte anche persone private, spesso scadendo in semplice maldicenze:


                                                                                                     continua...
                                            

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