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giovedì, aprile 21, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - decima parte




Vannozza 


A Santa Maria del Popolo, nella stessa Cappella in cui era stato inumato il duca Gandia, fu sepolta nel novembre 1518 con decorose, Vannozza Catanei, ai suoi tempi amante del cardinale Rodrigo Borgia, poi divenuto papa Alessandro VI, madre di tre o quattro suoi figli: Juan duca di Gandia, il fin troppo famoso Cesare (il Valentino), Lucrezia, forse Jofré (Alessandro parve talvolta mettere in dubbio questa sua paternità).

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mercoledì, aprile 20, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - nona parte


                      
Chi ha ucciso il duca di Gandia 
Data la fama di Valentino, è chiaro quali domande suggerisca, e suggerisse ai contemporanei, la fine di suo fratello; ed è certo abbastanza indicativo, fra l'altro, il fatto che le indagini, sul principio molto attive, a un certo punto s'insabbiarno: forse per volontà del papa, sicuro, per qualche motivo, che il figlio prediletto fosse stato ucciso dall'altro.
Fra le varie ragioni che avrebbero potuto spingere il Valentino al delitto (la gelosia per la predilezione del padre, il desiderio di assicurarsi il feudo di Juan), si è parlato anche di un'altra e più ipotetica gelosia: per la sorella Lucrezia, sulla quale voci contemporanee gettano ripetutamente il sospetto di amori incestuosi con i fratelli e persino con il padre.  
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lunedì, aprile 18, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - ottava parte


                               Fontana della Dea di Roma   -   Terrazza del Pincio



Chi ha ucciso il Duca di Gandia
 
 
Dopo questa testimonianza, si esplora il fondo del fiume, la sera stessa restituisce il cadavere di Juan, lordo di fango, trafitto da molteplici ferite una delle quali gli ha squarciato la gola.
La notte il cadavere, pulito, ricomposto, vestito di abiti ducali, è portato a Santa Maria del Popolo, << seguito dai familiari, da preti, da nobili e da gente spagnola, una turba senz' ordine agitata in moti d'angoscia e di tragedia. Al lume di centoventi torce, fra gli ululati i pianti e le preghiere, e le preghiere, uscì correndo il fantastico corteo da Castel Sant'Angelo, e i contemporanei riferiscono che su tutti i piani si levò l'urlo paterno che da una finestra buia del Castello chiamava il figlio perduto >>.


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sabato, aprile 16, 2016

Misteri e segrei di Roma - Piazza del Popolo - settima parte


                                 
 
Chi ha ucciso il duca di Gandia ? 
 
 
Ma di lì a poco, sul palafreniere piombano alcuni uomini usciti dall'ombra, che lo lasciano a terra per morto.
Quella notte, il duca di Gandia  non compare in Vaticano; né lo si vede l'indomani. A una cert'ora, la gente del papa comincia a cercarlo, lo cerca dappertutto; ma inutilmente. Si trovano soltanto il palafreniere, ferito a morte, e verso sera la cavalcatura di Juan che si aggira disarcionata nelle vicinanze di Porta del Popolo, presso il fiume.
Si trova anche una dalmata, Giorgio, navicellaio del traghetto di Ripetta, che dorme sempre presso il fiume per tener d'occhio un deposito di merce e che racconta di aver visto, la notte del 14 giugno, due uomini uscire dal vicolo degli Schiavoni e spiare le rive del Tevere.
Poi dallo stesso vicolo è uscito un uomo su su un cavallo bianco, con un corpo esamine gettato di traverso sull'arcione e due palafrenieri a sorreggerlo. I cinque figuri, sollevato quel corpo, lo hanno gettato nelle acque; dopo, a sassate, hanno fatto affondare  anche il grande mantello del morto, che gonfiatosi d'aria era rimasto a galla e scendeva lungo il filo della corrente.


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venerdì, aprile 15, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - sesta parte


   
 
 
Chi ha ucciso il duca di Gandia ?        
 
 
Terminato il convito, Juan e Cesare hanno preso insieme la via del ritorno, a dorso di mula e con i rispettivi seguiti; ma a un certo punto del cammino Juan si è fatto salire in sella un misterioso uomo mascherato comparso accanto a lui già prima, durante la cena, e preso con sé un palafreniere ha salutato la compagnia e se n'è andato per conto suo: a qualche impresa amorosa fra le sue tante, hanno pensato gli altri.
In piazza Giudìa, cioè nello slargo davanti a Santa Maria del Pianto, ha lasciato anche il palafreniere con l'ordine di aspettarlo per un'ora: se non lo vede tornare, vada pure da sol a palazzo.
 
 
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mercoledì, aprile 13, 2016

M isteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - quinta parte


  
 
 
Chi ha ucciso il duca di Gandia?           
 
 
A Santa Maria del Popolo, nella seconda cappella a destra della maggiore, nel transetto destro, fu sepolto nella notte dal 15 al 16 giugno 1497 il figlio prediletto di Alessandro VI Borgia, il giovane e spavaldo Juan duca di Gandia, ucciso da mano per così dire ignota la notte precedente.
Il 14 giugno i figli maschi - Juan, Cesare detto il Valentino, Jofré - sono stati a cena dalla madre, non nel palazzo di città ma in una vigna che Vannozza possiede presso San Pietro in Vincoli o (secondo alri)  alle terme diocleziane.   
 
 
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martedì, aprile 12, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - quarta parte


                                               
 
 
 Il popolo di Santa Maria
 
 
Quanto al nome delle chiesa, alcuni lo spiegano come dovuto al fatto che fu il popolo a volerne la costruzione; altri fanno derivare popolo da populus = pioppo, e sostengono che nel luogo dove sorge la chiesa v'era un grande pioppeto, fatto piantare da Nerone; altri ancora obiettano che al tempo di Nerone il pioppo era sconosciuto a Roma.
C'è infine chi dà al nome di << populus >> il significato di << parrocchia >>.


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lunedì, aprile 11, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - terza parte


                                         
 
 
Il popolo di Santa Maria 
 
 
I romani terrorizzati ricorsero al papa, che ordinati tre giorni di digiuno, si ritirò a far penitenza. Così una notte gli apparve la Madonna, e gli insegnò come liberare la città: abbattere il noce, bruciaarlo insieme alle ceneri dissepolte di Nerone, gettare tutto nel Tevere. 
Così fu fatto, e poco sul posto sorse la cappelletta. La leggenda è illustrata nei bassorilievi dell'arco sopra l'altar maggiore, dove tra l'altro si vede Pasquale II - raffigurato nell'atto di abbattere il noce - circondato (nel 1099!) dalla Guardia Svizzera (che, com'è noto, risale al XVI secolo).


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domenica, aprile 10, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - seconda parte


Risultati immagini per piazza del popolo roma
    
 
                          
Il popolo di Santa Maria 
 
 
Dov'è ora Santa Maria del Popolo fu prima una cappelletta; questa era stata costruita da papa Pasquale II, nel 1099, nel luogo dove una leggenda vuole che Nerone si fosse fatto uccidere e fosse stato sepolto sotto le radici di una noce.
Un po' per la presenza delle carceri maledette, un po' per la natura dell'albero, caro agli spiriti maligni, il luogo era infestato, chi dice dall'anima dannata dell'imperatore, chi da demoni e fantasmi


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sabato, aprile 09, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza del Popolo - prima parte


                         
 
 
Soliti proventi       
 
 
Pare che le spese per selciare la piazza fossero pagate da Alessandro VI con i proventi d'una tassa speciale imposta ai gestori di lupanari e alle prostitute.
L'uso di destinare a lavori d'utilità pubblica le tasse sulle meretrici risaliva a Settimio Severo.
 
 
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venerdì, aprile 08, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo - nona parte


   
 
 
Peccato          
 
 
Quanto fosse apprezzato dai romani d'altri tempi lo svago di assistere alle esecuzioni capitali, lo dimostra il lungo perdurare del detto:
<< Bbella ggiornata, peccato che nun ce sii l'impiccato! >>.
 
 
Strano furto      
 
 
La spada di San Paolo, cioè della sua statua a ponte Sant'Angelo, è stata rubata sette volte.
Una sorte analoga ha avuto il bastone del Belli.
 
                                                                           F I N E

giovedì, aprile 07, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo - ottava parte


  
 
Monito paterno            
 
 
Nella Roma dei papi, come in tutti i paesi del mondo, le esecuzioni capitali erano uno spettacolo molto eseguito. I padri vi portavano i figli, non però per divertimento ma i fini educativi: nel momento culminante del supplizio i poveri ragazzi arrivare uno schiaffone e parole d'ammonimento.
Lasciamolo dire al Belli:
 
                                         Tutt'a un tempo ar pazziente mastro Titta
                                          j'appoggiò un carcio in culo, e tata mene
                                          un schiaffone alla guancia de mandritta.
                                          << Pija >> , me disse, << e aricordete bene
                                          che sta fine medema ce sta scritta
                                          per mill'antri che ò meglio de tene >>.
 
                                              
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mercoledì, aprile 06, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo -- settima parte


                                 
 
 
Il duro 
 
 
Il beato in questione era frate Leonardo da Porto Maurizio, che assistette il Camardella e inutilmente cercò di convertirlo.
Alle parole impazienti e poco caritatevoli attribuitegli il Belli, a torto, riteneva dovute le lungaggini del processo di canonizzazione, che doveva concludersi (con esito positivo) solo nel 1866.


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martedì, aprile 05, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo - sesta parte


  
 
 
Il duro 
 
 
In piazza di Ponte Sant'Angelo fu nel settembre 1749 impiccato Antonio Camardella; aveva ucciso il canonico Donato Antonio Morgigni che in una questione d'interessi gli aveva mancato di parola ma era riuscito a farsi dare ragione in tribunale.
Condannato a morte, Camardella aveva rifiutato sino all'ultimo di pentirsi. Anzi, per dirla con il Belli:

                                    nun vorze un cazzo convertisse; e sordo
                                    morze strillano vennetta abbetreno.
                                    Svortato allora er Beato Leonardo
                                    a le gente che tutti lo vederno,
                                    disse: << Popolo mio, pe sto ribbardo
                                    nun pregate più Iddio: già sta all'inferno >>.
 
 
                                                                                                             continua...
 
                  

lunedì, aprile 04, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo - quinta parte


            
 
Il supplizio dei Cenci 
 
 
A contrasto con la severità del papa regnante, Clemente VIII, che attraverso questa condanna volle punire tutte le malefatte dei Cenci, fin dall'epoca del processo la gente ritenne Beatrice una vittima fiera e innocente della bestialità paterna e dell'incromprensione arida dei giudici.
Il giorno dell'esecuzione infatti vide radunata intorno al palco del supplizio una gran folla di popolani commossi. Quando testa della condannata rotolò nel paniere vi fu chi salì sul palco e la ricoprì di ghirlande di fiori; il cadavere della giovinetta venne portato nella chiesetta di San Pietro in Montorio ove popolani piangenti lo vegliarono fino a mezzanotte.
Col passare dei secoli la vicenda di Beatrice Cenci è assurta all'immortalità attraverso le pagine di Stendhal e di Shelley, Dumas, Guerrazzi e Niccoloni.
Alcuni ritenevano che il ritratto della Sibilla Samia di Guido Reni riproducesse il sembiante di Beatrice Cenci, ma si tratta ancora di fantasia popolare.
 
 
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sabato, aprile 02, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo - quarta parte


      
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
Il supplizio dei Cenci         
 
 
Sulla piazza di Ponte Sant'Angelo fu eseguita, l'11 settembre 1599, la sentenza di morte contro Beatrice, Lucrezia e Giacomo Cenci, mentre il più giovane Bernardo, cui era stata fatta di grazia della vita, assisteva all'esecuzione seduto sul patibolo.
E' prima la volta di Lucrezia, che i confortatori di San Giovanni Decollato sostengono e devono quasi portar di peso alla mannaia. Tocca poi a Beatrice, che sale i gradini a testa alta, e da sé mette il capo sul ceppo, Giacomo. Giacomo, le carni lacerate dalle tenaglie del carnefice, torna ad affermare l'innocenza di Bernardo. Poi cade sotto i colpi del boia, che gli schiaccia la testa con una mazza, squarcia il cadavere, ne appende i brani a quattro uncini intorno al palco.
Secondo un avviso del tempo: << I cadaveri furono lasciati sino alle 23 hore in pubblico spettacolo, cioè le donne in un cataletto per una, con torci accesi intorno, et Giacomo attaccato in pezzi>>.
 
 
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venerdì, aprile 01, 2016

Misteri e segreti di Roma - Piazza di Ponte Sant'Angelo - terza parte

                                            
    

La fine del prete Cappello 

       
Si è voluto identificare nel prete Cappello quell'ignoto scrittore satirico a cui, racconta il Brantome, Sisto V promise salva la vita e 10.000 scudi se fosse uscito dall'innominato, e al quale, quando incautamente si rivelò, il papa mantenne la promessa, facendogli però anche mozzare la mano.
L'identificazione però non è sostenibile perché il Cappello, dopo aver avuto mozze la mano e la lingua, fu anche impiccato.
Della sua morte davano così notizia gli "Avvisi di Roma" del 14 novembre 1587:
<<Hier sera fu degradato in S. Salvatore del Lauro quel don Annibale Cappello, et questa mattina è stato condotto al luogo solito della giustizia in Ponte, dove prima li è stato mozza una mano tagliato la lingua et impiccato con tale descripione: Per menante falso, detrattore per molti anni delli gradi di persone d'ogni sorte et come professore di tenere et mostrare figure oscene in diversi modi e atti libidinosi in dispregio di Dio e de' Santi et per havere scritto avvisi a principi heretici ecc...>>.


                                                                                                       continua...