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lunedì, ottobre 06, 2014

Misteri e segreti di Roma (Foro Romano) quarta parte

Il sacrificio dei pesci

"No, no, d'uomo," replicò la voce di Dio.
"Va bene, la cima dei capelli, " disse Numa.
"no, no, un'anima" insistete l'Olimpio.
"Va bene, d'un pesce," disse Numa:
A questo punto Giove si dette per vinto, anzi scoppiò in una risata. Lungi dall'essere offeso, era contento che il re di Roma osasse sfidarlo per risparmiare una vita umana; promise quindi un pegno del suo favore, e suggellò la promessa con un tuono.
L'indomani, dopo tre rombi di tuono a ciel sereno, si vide pian piano scendere nell'aria uno scudo rotondo, il sacro ancile, uno dei sette pegni dell'incolumità e potenza di Roma (dopo, gli gli si sostituirono dodici scudi identici, fatti a sua imitazione). Gli altri sei pegni erano il Palladio; L'Aco di Pessinunte, pietra scura conica, venerata per Cibele; la quadriga di terracotta di Veio; il cenere di Oreste; lo scettro di Priamo; il velo di Illionea.

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