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mercoledì, ottobre 08, 2014

Misteri e segreti di Roma (Foro Romano) sesta parte

Foro Romano

I giochi dei romani

Sul pavimento di marmo della Basilica Giulia si possono osservare graffite - certe rozzosamente, altre con notevole precisione - moltissime "tabulae lusoriae", intorno alle quali passavano il tempo, tra una seduta e l'altra, gli uomini assistevano ai numerosi processi celebrati nella basilica stessa.
Benché il gioco d'azzardo fosse proibito, tranne nel periodo di Saturnali, e anzi punito con un'ammenda pari al quadruplo della posta, i romani vi si dedicavano con passione, e gli imperatori erano i primi a dare il cattivo esempio. Lo stesso Augusto, essendo la testimonianza di Svetonio, perse una volta la bella somma di ventimila sesterzi.
Le "tabulae lusoriae", che si trovano in altri monumenti di Roma e del Lazio, sono per lo più circolari, divise in vari spicchi e servono per svolgersi un gioco vagamente simili alla dama.
Davanti ai resti del Tempio del Divo Giulio,eretto da Augusto nel luogo dove fu arso il cadavere dello zio Giulio Cesare, un'ara rotonda indica il sito esatto del rogo funebre, che per timori d'incendi era stato allestito qui anziché (come di uso) nel luogo dell'uccisione, a Campio Marzio.
Su quell'ara, ogni anno, qualche ammiratore nostalgico depone il 15 marzo un omaggio alla memoria di Giulio Cesare: fiori, candele, una corona d'alloro.

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