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giovedì, luglio 10, 2014

Cesare Pascarella

La corsa delle bighe a Villa Borghese

ER VINCITORE


Quann’agnedi da la deputazione,
a pijà la corona e la bandiera,
avevi da sentì che sonajera
d’applausi e si che straccio d’ovazione!

E, intanto che passavo, le persone
(che de gente Dio sa quanta ce n’era!),
me tiraveno addosso mele, pera,
sigheri, fiori e cocce de limone.

E io vestito da antico romano,
co’ la corona d’oro su la fronte,
me facevo er mi’ giro piano piano.

Stavo sur carro come er re Fetonte;
co’ l’érmo in testa, co’ la frusta in mano.
Parevo tale e quale Orazio ar ponte.

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